Day 0 part 2 Milano-Santiago de Compostela-Malpica

Finally we leave Milan at the sunrise, and after a very quiet flight of just over two hours we arrive in Santiago. The feeling is to breathe the air of home: everything is known to us, every corner of the city, the buildings, rituals and places where to quench the hunger of typical Spanish tapas. The emotions that we can read in the faces of the pilgrims who come, we know them very well: we were facing the cathedral to contemplate the facade that is finally free of scaffolding, when a group of pilgrims come to celebrate that near the stone km 0, they put in circle in a moment of great silence and concentration. The scene nails me to the ground for its great intensity and strength because I feel all their emotion and energy, as much so that I am moved to tears (and I still get excited, writing), my god, how I would like to be there with them!
A visit to the cathedral is a must, to greet the saint and to ask for support and protection for this unique adventure: the moment of meditation in front of the presumed remains of the saint is very strong and the emotions that vibrate in the air, yet another time, they are palpable.
Before saying goodbye to the city, we can not make the night more precious with a dance tour with the Tuna de Derecha (a very famous Galician group).

 

Finally Malpica, start of the #ocaminosdosfaros.
To reach the sea, to be in front of spectacular waves, the sun that warms our skin, spectacular food (pulpo feira, impossible not to eat it!): All this can impress on our faces bright smiles.
But it is too much time that I don’t run, and if the other guys decide to relax on the beach, I decide to dedicate the afternoon to an exploratory and regenerating race. It seems so strange for me to realize such a great and incredible dream: to run in Galicia !!!
Everything is so strange and surreal that it doesn’t even seem true: the eucalyptus woods, the gentle slopes of Galicia, the bright green pastures. Everything is magical, everything is perfect.

temporary_file2467021975650197847.jpg But tomorrow everything start to get serious. Tomorrow, the first day, I dedicate it to walking with my traveling companions, and then, from the second stage, away to run!

 

 

Cantabria e Santander

Mi trovo nel capoluogo di questa meravigliosa regione, situata tra i Paesi Baschi e le Asturie, da oramai un mese, per poter tentare di migliorare le mie competenze nella lingua iberica, presso una tra le più famose università per stranieri di tutta la nazione (Universidad Internacional Menèndez Pelayo).
Un’avventura piacevolmente impegnativa che, oltre alle sessioni di coach e gli allenamenti per la maratona, mi porta via tutto il giorno, e, a malincuore, non ho ancora avuto la fortuna di uscire dalla città. Ho, invece, la fortuna di essere seguito da un insegnante di cultura davvero appassionato, che mi aiuta a vedere con occhi nuovi questa nazione, ed in particolare la Cantabria che si rivela essere così una grande sorpresa. Coste che non hanno da invidiare alle coste della Galizia, cascate mozza fiato, montagne che fanno il verso alle mie Alpi (picos d’Europa). Per non parlare della tradizione enogastronomica (dal bacalao al pil pil -baccalà con salsa all’aglio- alle preziosissime acciughe di Santoña – vendute a peso d’oro – al sobao – dolce ultra energetico -) e storico culturale (las amas de cria – la balia – viene riservato addirittura un museo in un contesto naturalistico pazzesco).
Santander, la capitale della Cantabria, è invece una cittadina portuale molto piacevole e tranquilla, con un passato storico interessante, e meta preferita di vacanzieri madrileni. Tra i miei percorsi preferiti il più affascinante mi porta al faro Cabo Mayor, uno dei primi fari moderni di tutta la costa cantabrica, per poi proseguire, per 5 km circa, lungo una costa, a picco sul mare, di inestimabile bellezza.
Dopo aver visto questo video in classe sono certo che ho bisogno di tornare qui per capire e conoscere in modo davvero approfondito questa meravigliosa terra.

Qualche giorno fa esce un articolo, sul giornale locale, che suscita qualche aspra critica e perplessità in classe, da parte dell’ insegnante e da me totalmente condivisa. L’articolo racconta che la famosa guida di viaggio Lonely Planet, bibbia di molti viaggiatori, ha inserito la cantabria al secondo posto tra le mete più ambite del 2018 (il primo posto, con mia grande perplessità, è l’Emilia Romagna). la conseguenza di ciò, che spesso non traspare subito, è l’invasione di un turismo, non consapevole, incontrollato, con conseguente problema di innalzamento generico dei prezzi su alcuni prodotti (immobili compresi – ricordiamo che in alcune zone della Spagna il turismo massivo è diventato un problema a volte ingestibile). Le conseguenze si riflettono anche sul fattore culturale-umano: basti pensare, ad esempio, che la panchina considerata la più bella al mondo, qui sulle coste del Mar Cantabrico, è diventata meta di troppi turisti…e immaginare, magari, prima di questa invasione, la coppietta di anziani del paese, che andava lì, per godere del silenzio e della tranquillità, ora è costretta ad altro.

 

Sono consapevole che non si può negare tutta questa bellezza al mondo, sono il primo a dire (e lo ripeto) che voglio tornare per visitare meglio questa regione ed immergermi in tutte le sue meraviglie, ma è vero anche che si potrebbe lavorare con più consapevolezza per un turismo molto più responsabile, rispettoso. Cosa fare di concreto? Inventare, creare, specializzarmi per divenire una guida responsabile in modo nuovo ed originale, per far conoscere ed insegnare a rispettare le meraviglie enograstronomiche e culturali della Cantabria.

Voi cosa ne pensate? Cosa fareste di concreto?

Nuove sfide!

Il cammino di Santiago…quanti non lo conoscono? Un’ esperienza indimenticabile che ti cambia la vita: un mese in mezzo alla natura, solo uno zaino sulle spalle e i propri piedi a sostenere la tua forza di volontà.

Nella terra iberica, questo, non è l’unico percorso fattibile (notavo ora che la maggior parte dei sentieri si sviluppano nella Spagna del nord): il cammino dei fari, per chi ama fare senderismo (leggi escursionismo) e per chi, come il sottoscritto nutre un certo amore per la terra iberica, diventa quasi una sorta di tappa obbligatoria. E’ un percorso che segue la famosa costa della morte (nome infausto dovuto ai numerosi naufragi, ma non ha nulla a che vedere con bellezza estrema dei paesaggi, e della gente) partendo dalla piccola cittadina Malpica (Galizia), per arrivare al famoso faro di Finisterre, con un totale di 200km in 8 giorni. Ecco quindi la locazione per esprimere il mio compromesso tra la smania di camminare zaino in spalla, e il non poter smettere di correre.

E’ venuto allora il momento di sfidarsi, di fare sul serio, di testare e capire i propri limiti.

Questo vale nella vita, sempre, ma anche in questo mio percorso di avvicinamento verso la regina delle gare su strada. Il 15 giugno partirò da Milano con altri 3 cari amici, che hanno scelto invece di camminare, per avvicinarci a Santiago di Compostela e poi Malpica.

Partenza il 18 giugno! La prima prospettiva è quella di correre un minimo di 6 giorni su 8 (bisogna sviluppare anche l’umiltà di ascoltare il corpo e concedergli riposo), e questa  cosa mi fa paura, ma è quella paura che a sua volta alimenta l’adrenalina: fremo, sono carico di curiosità, mi sto concentrando per partire senza aspettative, e con la voglia di lasciarmi stupire e meravigliare dai grandi paesaggi della costa galiziana. Non vedo l’ora di fare esperienza, non vedo l’ora di imparare a sbagliare, di sorridere mentre corro, di farmi scaldare e bruciare la pelle dal sale marino.

Sono certissimo che comunque andrà ne uscirò con un bagaglio di inestimabile valore.

From Bangkok to Bangkok day 4

Mio carissimo tesoro,

svegliarsi e sentire la tua voce tracimare energia positiva, mi dà immensa gioia. E ancor più gioia mi dà sentire come la Vita ti stia parlando, inviandoti messaggi chiari ed espliciti su un tuo prossimo raggiungermi. Le connessioni sono belle e forti: mi parli di un mega mercato del fine settimana, quando la sera prima me l’ ero segnato nella guida. L ho appena visitato e per quanto grande sia, devo essere onesto non è meraviglioso come certe zone che ho già visto della città. All’ uscita, sono attirato da involtini primavera thai, così mi butto, sperando di evitare la maledizione di Montezuma, che riesco ad evitare.

Bisogna perdersi per ritrovarsi, così, prossima tappa suggerita dalla mia guida, mi lancio all avventura, cercando, in vecchio quartiere una delle originali famiglie che lavoravano il ferro battuto, per creare ciottole da offrire ai monaci. Ciottole rigorosamente composte da 8 pezzi di metallo.

È solo grazie a Google Maps e al relativo traduttore che riesco a comunicare con loro, un’emozione mia cara, meravigliosa, se solo potessi vedere dove vivono e come lavorano capiresti.

Dicevo che bisogna perdersi, e che il caso non esiste. È solo grazie a questa combinazione di fattori che arrivo a visitare “la montagna d oro”, che grazie ad una breve salita, mi porta a vedere la città dalla alto e lasciarmi letteralmente senza fiato, sapendo poi quello che brulica sotto quelle minuscole tettoie e microscopici ombrelloni, le personali riflessioni vengono di conseguenza.

Mi merito una birra, così torno a Khao San Road, crocevia di occidentali.

Capita poi che mi regali la notizia che arrivi e il mio povero cuore esplode gioia, ma capita anche che devi sacramentare per il volo e questo ti regala momenti di tensione, che per empatia sento totalmente. Sentirti soffrire e non poter far molto, é una piccola pena così mi limito ad ascoltare i tuoi silenzi mentre cammino. Mi perdo un ultima volta, e capito dentro una sorta di festa di quartiere, dedicata ai bambini. Basta pochissimo per farli felici:un po’ di sabbia colorata. Non voglio scadere in frasi fatte, ma la Vita è un tale spettacolo. Quindi non aggrappiamoci a fattori materiali effimeri. Sai mi sento fortunato a fare questo viaggio, vedere e vivere coi propri occhi certe realtà che, non sono poi così estreme alla detta di chi è stato in Africa o India, ma sono comunque di grande impatto per chi le vive per la prima volta.

Ama

Persegui la tua Felicità, a qualunque prezzo

Tuo

PS assaporo la dolce attesa di perderci l uno nella abbraccio dell altro

From Bangkok to Bangkok day 3

Mia carissima donna,

questa sera sono davvero stanco fisicamente: ho fatto i conti che ho camminato quasi 9 ore!

La giornata è iniziata in modo davvero meraviglioso andando a caccia di un’esperienza sensoriale che solo qui si può vivere. Ma ho deciso che se verrai te la regalerò, per cui….. Acqua in bocca! Subito dopo ne ho approfittato di testare finalmente un piatto diverso. Parliamo del Pad Thai: un piatto a base di germogli di soia, spaghetti di riso, tofu e a piacere gamberetti o pollo. Da lì ho messo un piede davanti all’altro per arrivare al tanto curioso mercatino degli amuleti, in zona Palazzo Reale per capirci. Loschi e minuti figuri si aggirano per le bancherelle a spulciare, provvisti di lente d’ingrandimento, minuscoli pezzi di pietra (?). Ma a fine mercato si presenta una serie di ristorantini dove poter mangiare qualcosa. Ora che ho dato il La mi sarei fermato per un bis ma non volevo esagerare. Sembrava quasi di entrare nei peggiori bar di Caracas ahah ahah.

Non contento, e approfittando di un clima leggermente più temperato, sono andato, sempre a piedi a vedere la famosa Koh San Road meta di tutti i backpacker. Beh, vorrei l’avessi vista: un miscuglio incredibile di occidentali semifrichettoni, zaino in spalla. Un guazzabuglio fisso fisso di insegne colorate. Bar che nemmeno in Spagna c’era una densità tale. E vetrine di vestiti in puro stile hippie. Non potevo non fermarmi ed ammirare tutto questo.

Con il tempo un pochino tiranno, ho preso poi direzione Chinatown, ma ti confesso che….. Beh…. Solo del gran casino! Un primo segnale che comincio ad essere stanco di stare qui. Credo sia venuto il momento di aprire la guida e pianificare i prossimi passi

Ti abbraccio, ripensando ai nostri

Ps domani proverò a chiamarti…. Che emozione!!

From Bangkok to Bangkok day 2

Carissima,

oggi è stata una giornata meravigliosa, per quanto ci fosse un’ afa pazzesca! Ho preso il battello per una ridicola cifra di mezzo euro scarso, ho visto il maestoso palazzo imperiale, ed i miei occhi si sono riempiti di meraviglia di fronte all’immensità della statua del Buddha di Wat Pho.

La condivisione credo sia importante, e oggi ho desiderato molto fossi al mio fianco, anche solo per condividere un “wow”. La gioia più bella è che nella distanza, e nel l’assenza comunque ti sento molto vicino.

Come ben sai non sono interessato ai monumenti, alle informazioni pratiche, sul come raggiungere nel modo più veloce quel tal palazzo. Ma amo la gente, così ho deciso di tornare a piedi alla più vicina metro cercando (con la sicurezza minima dettata dal buon senso) di perdermi, per vedere qualcosa di diverso, e così è stato: ancora una volta quella forte sensazione di vivere totalmente dentro un documentario. Visi, stralci di vita umile e poverissima. Mi infilo in un vicoletto strettissimo, tipo quelli di certi film, hai presente? Vedere coi propri occhi questi cubicoli di vita al limite, ma per loro magari dignitosa, chissà, fa scattare un qualcosa di indescrivibile nella propria testa. Mentre da una parte volevo scattare foto a raffica, dall’altra ho voluto far prevalere il buon senso di lasciare che tutto si imprima dentro di me: ad ogni battito di ciglia l’otturatore della mia mente scattava meravigliose immagini.

Nel tornare alla metro, passo per Chinatown (mia metà di domani): un delirio, di gente, di profumi, di auto, di colori, di visi, di cibo, di suoni, di parole incomprensibili . Di tutto!

Per quanto sia rapito da questa forma di follia, però non vedo ora di ripartire. E quale miglior posto per partire se non la stazione dei treni? Tutti, o quasi, ordinatamente seduti per terra!

Ecco una cosa che mi sta colpendo moltissimo di questa città: ordine! Anche stasera, alla metro si ripete la scena: una folla assurda che nemmeno puoi immaginare, eppure tutti in fila ordinati silenziosi, rispettosi.

Volevo condividere con te un’ultima cosa prima salutarti, una cosa che oggi ho sentito in modo forte: il cibo. Come ben sai sono vegetariano, e per me sarà una durissima lotta perché non sanno nemmeno cosa sia il vegetarianesimo. Ne vedremo delle belle quando comincerò ad uscire dalle grandi città. Non ti nascondo però che mi fa davvero voglia provare il cibo di strada, ma temo effetti collaterali.

Ti saluto assaporando i tuoi abbracci al profumo di sandalo

Tuo

From Bangkok to Bangkok day 1

Mio dolcissimo lupo solitario, ti scrivo perché vorrei provare a raccontarti questa esperienza, e nel farlo vorrei provare a non perdermi in labirinti di parole. Sono a Bangkok! E da qui partirò per un viaggio lungo due mesi che mi porterà a conoscere terre che ho sempre sognato. Finalmente sono uscito da questa zona di comfort che tutti chiamano “Europa”, e ho scelto di affrontare le mie paure, quelle paure che, a piccole dosi, non fanno altro che aiutare nel proprio cammino di crescita interiore. Bisognerebbe poi riflettere e discutere sul fatto che la paura fa parte del percorso di cambiamento che una persona vuole affrontare, ma mi dilungherei troppo. Il rimanere in uno stato di apertura fa vivere ogni istante vissuto, nel campo della novità, ampliato all’ennesima potenza, così mi ritrovo a desiderare di fissare ogni minuto vissuto, ogni secondo, ogni viso. La valanga di emozioni che mi pervade è indescrivibile, qui è tutto al contempo delirante e meraviglioso: le persone nelle metro sono silenziose e composte, al cellulare parlano piano, scendi dalla metro e vieni invaso dalla assordante rumore del traffico, e da pugni… sì sono proprio pugni… di profumi che si accavallano l’un l’altro… Dall’odore di riso e cocco, all odore terribile e a volte nauseabondo di cibo fritto, ma come ti ripeto tutto, tutto qui è meraviglioso, sembra di essere immerso in uno di quei documentari sulle grandi città, che si possono vedere solo alla pay TV. Il cuscino mi attende e provo a recuperare un po’ di jet lag, domani mi attende una giornata campare. Tuo “specchio camminante”

Trieste in 4 ore

(ITA) Nelle filosofie orientali si dice che “solo perché hai scelto di fare QUESTO che può accadere QUELLO”. Quindi è grazie a questo piccolo viaggio a Ljubljana, che durante il viaggio di ritorno, sono piacevolmente costretto ad una piacevolissima sosta di circa 4 ore a Trieste. Quale occasione migliore per rivedere dolcissime anime conosciute in Spagna.
La visita inizia subito da uno degli angoli più famosi e suggestivi della città: la breve camminata di fronte a Piazza Unità d’ Italia che porta alla vista di un mare suggestivo, che si unisce facilmente ad un cielo grigio e nebbioso, quasi in un suggestivo dipinto, con navi che sembrano quindi galleggiare nel vuoto. "Falco" and "warehouse 18"

Alla mia destra, vedo così per la prima volta i grandi antichi argani, dei cantieri navali oramai in disuso, chiamati “falco”. Si può facilmente immaginare quanto immensi siano i rispettivi fratelli maggiori della famosa Fincantieri di Monfalcone. A fianco di questo antico reperto, si trova il famoso “magazzino 18” edifico antico che raccoglieva i beni degli esuli in Istra, Dalmazia, etc. Riportato alla ribalta anche grazie al recente, famoso, spettacolo di Simone Cristicchi.

E’ il momento di prendere un classico aperitivo in centro, passiamo quindi davanti alla statua di Umberto Saba, Umberto Saba
triestino DOC, senza bastone da passeggio, ovviamente impossibile frenare la curiosità. Sorridono e mi dicono “ Beh semplice, perché appena gliene mettono uno nuovo, glielo rubano!! …così hanno rinunciato!”

Tra le mille cose da vedere, che mi vengono elencate, per un prossimo giro, è la famosa e suggestiva linea tranviaria di Opicina, il cui tragitto su binari, vanta uno dei tratti con maggiore pendenza d’Europa (800m al 26%!! Trascinato con fune in salita e frenato in discesa da “carri scudo” vincolati all’impianto funicolare )
Ma il tempo scorre, e la mia piccola sfida di vedere il meglio di Trieste in circa 4 ore volge quasi al termine, così non rimane altro che fare la bellissima camminata “Barcola” che porta dal centro città, al famoso castello di Miramare. Questa lunga passeggiata è ciò che di meglio può chiedere un runner, ma al contempo, mi viene raccontato, come sia impossibile, in pieno agosto, fare questo percorso, in quanto il vero triestino DOC (la cui regola principale è essere abbronzato tutto l’anno, a tutti i costi) si spiaggia con il suo asciugamano su questa lunga striscia di cemento, rendendo quasi impossibile camminare.

Il castello, che rapisce per il contesto e la bellezza, è stato abitazione di Massimiliano d’Asburgo e Carlotta, diventata pazza dopo il suicidio del suo amato. Inoltre, per cure medice è stata anche sede della famosissima principessa Sissi. A questo punto immagino quanto bellissima dovrebbe essere la manifestazione “Luci e suoni” che racconta, grazie ad una sapiente abbinamento di voci narranti e luci, la storia dei due sfortunati amanti.
E’ presente, nel parco del castello, anche una piccola sfinge che sembra provenire realmente dall’Egitto, e che una leggenda triestina, che non ho approfondito, racconta portare sfortuna in non si sa quale modo. INCIPIT …sempre in tema di leggende triestine, se volete annullare questa sfortuna, basta mangiare le famose fave triestine (e non parlo di legumi, ma bensì di un dolcetto pazzesco, a base di mandorle), che sembrano portare invece moltissima fortuna FINE INCIPIT


Il tempo è scaduto, ed è ora di rientrare. E’ con infinita gratitudine, gioia e con promesse di un rapido ritorno in terre triestine, il prima possibile e in una stagione più propizia che abbraccio i miei contatti.

Un’altra breve avventura affascinante mi aspetta tra Piemonte e Svizzera

Sunsset on the Trieste's gulf

(ENG) In oriental philosophies it is said that “only because you chose to DO THIS that can happen THAT”. So thanks to this little journey to Ljubljana, which on the return journey, are pleasantly forced to a pleasant stop for about 4 hours in Trieste. Which best opportunity to review sweet sweet souls known in Spain.
The visit begins right at one of the most famous and evocative corners of the city: the short walk in front of Piazza Unità d’Italia which leads to the sight of a suggestive sea that easily blends into a gray and foggy sky, almost in a suggestive painted, with ships that seem to float in the void.
To my right, I see for the first time the great antique winches, nowadays unused shipyards, called the “hawk”. One can easily imagine how immense they are the respective big brothers of the famous Fincantieri of Monfalcone, near Trieste. Alongside this ancient find, there is the famous old “warehouse 18” which collected the goods of exiles in Istria, Dalmatia, etc. Also brought to the fore thanks to the recent, famous, Simone Cristicchi (Italian artist) show.

It is time to take a classic aperitif in the center, so before the statue of Umberto Saba, famous writer born here, without walking stick, and  obviously can not curb the curiosity. They smile and they say me, “Well simple, because just put a new one, someone  stole it! … so they gave up! ”

Among the many things to see, which are listed for me, for the next tour, is the famous Opicina tramway, whose track on the track boasts one of Europe’s most sloping trails (800m to 26%!) Dragged with rope climbing and braking downhill from “shield wagons” bound to the funicular system)
But time runs, and my little challenge to see the best of Trieste in about 4 hours turns almost at the end, so there is nothing more than doing the beautiful “Barcola walk” that leads from the city center to the famous Miramare Castle. This long walk is the best thing to ask for a runner, but at the same time, it is told me, as it is impossible, in August, to make this road, as the true triestino DOC (whose main rule is to be tanned all the ‘ year, at all costs) you beach with your towel on this long strip of cement, making it almost impossible to walk.

The castle, which kidnaps for context and beauty, was home to Maximilian of Habsburg and Carlotta, who became crazy after the suicide of his beloved. In addition, for medical care was also the home of the famous Princess Sissi. At this point I imagine how beautiful the “Lights and Sounds” event should be, telling the story of the two unlucky lovers thanks to a wise combination of narrative and lights.
There is also a small sphinx in the castle park, which seems to come from Egypt, and that a Trieste legend, which I have not read in, tells us to bring misfortune in no way. INCIPIT if you want to undo this misfortune, just eat the famous triestine beans (and not talk of legumes, but a cuddly cake, made from almonds), which seem to bring a lot of luck END INCIPIT
The time has expired, and it is time to come back. It is with endless gratitude, joy and promise of a quick return to trieste land, as soon as possible and in a more favorable season that I embrace my contacts.

Another fascinating little adventure awaits me between Piedmont and Switzerland

Autumn in Ljubljana – day 4

(ITA) L’ultimo giorno è una festa! Ma non perché riparto, perché semplicemente oggi è San Martino (che vuol dire festa del vino novello) ed il centro storico si riempie di bancarelle per assaggi di ogni genere, danze tipiche e profumi di cibo. Insomma l’autunno in tutte le sue più bellissime forme. Prendo l’occasione, per visitare una parte coperta del mercato che non avevo visto precedentemente. Una sorpresa veramente unica: potica, torta tipica della città, solitamente ripiena di frutta secca e arrotolata come uno strudel, ma può essere arricchita anche in diversi modi. Un’ esplosione di sapori che non si può spiegare: avvolgente, intensa.

Ecco quello a cui aspiro, ripeto: non sono importanti i monumenti, ma questi momenti (gioco di parole non voluto), essere a contatto con le persone che sorridono per la mia espressione di gioioso stupore, conoscere la realtà del territorio attraverso il genuino contatto umano. Questo 5 minuti di puro godereccio culinario sono stati l’ “arrivederci” che la città mi ha donato. Non posso essere più felice.

Un passaggio per Tivoli park solo per rendersi conto che è un bellissimo enorme “parco giochi” per anime runner.

La mia visita alla capitale slovena si conclude con una serena e semplicissima serata nella quale ho condiviso qualche esperienza fatta nel mio ultimo Cammino di Santiago, ed un bicchiere di vino in un piacevolissimo tranquillissimo locale del centro.

Considerazioni finali (o presunte tali)

Anche se non amo molto la cultura dell’est ( l‘idioma pieno di consonanti è difficile da ascoltare, una mia fissazione, colpa della recente esperienza spagnola) sono stato felice di aver avuto l’opportunità di conoscere questa città che sicuramente dà il meglio di sé durante la bella stagione (immagino gli artisti di strada che occupano i ponti o la passeggiata lungo fiume). E’ una città che ad ogni angolo, come già detto l’altro ieri, sfoggia tutto il suo essere “green” (non vedo ora di tornare per poter girovagare in bici per la città), vive ritmi lenti e tranquilli, e soprattutto è estremamente giovane (basti pensare a tutta una serie di impressionanti facilitazioni per gli studenti universitari che non sto qui ad elencare). Non posso fare altro che programmare un secondo giro non appena possibile, e dedicarmi al lato culinario, magari anche in prossimità di qualche festival, giusto per conoscere un pò di vita notturna.

(ENG) The last day is a party! But not because I’m ready to restart, but today’s San Martino (which means a novel wine party) and the old town fills with stalls for every kind of tastes, typical dances and scents of food. I mean , see autumn in all its most beautiful shapes. I take the opportunity to visit a covered part of the market I had not seen before. A truly unique surprise: potica, typical city cake, usually filled with dried fruits and rolled up like a strudel, but can be enriched in a variety of ways. An explosion of flavors that can not be explained: enveloping, intense.

Here’s what I aspire to, I repeat: Monuments are not important, but these moments (wordplay unwanted), be in touch with people who smile for my expression of joyous amazement, know the reality of the territory through genuine contact human. This 5 minutes of pure culinary enjoyment was the “goodbye” the city gave me. I can not be happier.

A pass for Tivoli park just to realize that it is a beautiful huge “playground” for anime runner.

My visit to the Slovenian capital ended with a serene and simple evening where I shared some of my experience on my last Santiago Way, and a glass of wine in a very quiet and quiet place in the center.

Final considerations (or supposed ones)

Although I do not really love East culture (the idiom full of consonants is hard to hear, my fault, due the recent Spanish experience) I was happy to have had the opportunity to know this city that will surely give the best of itself during the beautiful season (I imagine street artists occupying the bridges or the riverfront promenade). It is a city that, as the other said two days ago, has all its “green” being (I can not wait to go back to cycling around the city), it is slow and quiet, and above all it is extremely young (just think of a whole host of impressive facilities for university students I’m not here to list). I can only do a second tour as soon as possible, and devote myself to the culinary side, maybe even near a few festivals, just to know a little about nightlife.