Fine – day#31 to day#36

Qui finisce la mia avventura nel paese dei sorrisi, ma non perchè torno in patria, tutt’altro!! Semplicemente perchè nei prossimi giorni tutte le mie attenzioni saranno dedicate a due fattori per me importanti: la corsa, e il tentativo di costruire una professione che mi permetta di continuare a viaggiare. Questo ovviamente implica massima concentrazione e pochissime distrazioni.

Finisce anche con una piccola conquista: il diploma di primo livello in RueSit Datton, ossia l’antica pratica Thailandese di self stretching. Un diploma al quale tenevo molto e nel quale ho riposto tutta la mia infinita gratitudine al mio maestro. La sfida maggiore ora arriva nel mettere quotidianamente in pratica tutto questo per, chissà, magari un giorno, mettere in piedi un piccolo corso in qualche palestra se non addirittura in qualche centro yoga.

Finisce anche l’anno tra poche ore e tutti, a modo proprio, e soprattutto senza togliere valore a nessuno, come automi e come un gregge spendono parole per tirare le somme e fare promesse che il prossimo San Silvestro rinnoveranno. Ora, sono una pecora pure io, ma nera, e giornate come questa non le voglio indossare, non voglio tirare le somme degli ultimi 12 mesi e non voglio fare promesse pubbliche che non riuscirò a mantenere. Voglio solo fare mie le parole di un personaggio storico italiano, per spiegare meglio quello che provo ora.


Odio il capodanno

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.

Nessun travestitismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Antonio Gramsci

 

 

Pensieri sparsi – day#20 and day#21

Le ore chiuso al CAMP volano via con estrema facilità, e finalmente inizio ad entrare pian pianino nel giusto mood produttivo, anche se di sottofondo rimangono naturali e fisiologiche preoccupazioni per il futuro, che non posso non trascurare. Inizia a prendere forma la parte di marketing come life-coach ( il mio sito ufficiale, il mio brand, etc). Allo stesso modo, anche se è una cosa di largo respiro inizia a prendere vita il mio primo workshop sulla corsa consapevole, per la prossima estate, probabilmente in Piemonte (Alessandria), se tutto fila liscio (crossfinger mode ON). E infine, last but not least, inizerò dopodomani il mio primo bootcamp on line per far fruttare le mie skill nel mondo del web developer.

Mood…life-coach…crossfinger…bootcamp…skill…… OK qualche parola in più in italiano, no eh…..?!

Qui la vita prosegue con ritmi che non mi ricordavo di riuscire a sostenere, il che mi regala qualche piccola soddisfazione. Inoltre, per quanto sia difficile entrare in profondità in questa cultura, l’opportunità di trascorrere molto tempo nello stesso luogo,  rende consapevoli di alcuni aspetti che molti potrebbero etichettare come “rovescio della medaglia”, per cui, di seguito un paio di cose che fatico a capire/accettare del popolo thai (che sempre meravigliosamente mantiene il proverbiale bellissimo sorriso, la massima disponibilità e pazienza)

  1. sono fanatici di giochini sullo smartphone: che tu sia a Bangkok o in un centro commerciale a Chiang Mai puoi facilmente osservare che il 75%, e forse più, dei giovani che incroci hanno la testa bassa su un apparecchio mobile per tentare di superare qualche strano livello in qualche gioco del momento. Puoi salire sulla metro a Bangkok es essere avvolto in un incredibile silenzio od entrare in un coworking space vicino al multisala di Chiang Mai che non sono certo molti i giovani che dialogano guardandosi negli occhi o che sono a sui libri per apprendere. Mi faceva notare  un’amica italiana, che insegnava inglese qui in zona, che molti bambini già parlano inglese e ha scoperto che hanno imparato al lingua anglofona in particolare grazie a tutti questi giochini
  2. i pedoni (e a fatica i ciclisti) non esistono! a prescindere che tu sia sulle strisce o segnali in modo importante la tua presenza loro non guardano in faccia a nessuno e tirano diritto. Ieri ero allo stadio a correre e c’era una piccola manifestazione, quindi un pò di gente da evitare…. Nessuno che camminasse guardando avanti!!! Peggio ancora quando attraversavano… Passeggiare inoltre per la città a volte diventa…lo dico sorridendo…frustrante!! Anche se ti hanno visto, hanno loro la precedenza devi tu spostarti!
  3. la loro cultura alimentare (ed ovviamente non è colpa loro…) è sostanzialmente limitata a due opzioni: soia (e chissà di quale origine) o riso in qualsiasi modo possiate immaginare. Lasciamo stare la carne…….! Diventa quasi divertente riuscire a trovare un luogo dove poter mangiare una sana insalata o del cibo che non sia fritto/saltato in qualche olio oramai esausto
  4. i cani. Se ne posso vedere molti, non tantissimi, ma sono tutti abbandonati a se stessi, pulciosi e soprattutto con un muso così triste…. Qualche giorno fa, mentre correvo sotto un sole pazzesco, con la mia bottiglietta di acqua in mano, ne ho incrociato uno, non ho potuto non offrirgli da bere. Povera bestiola, era spaventatissimo.

Inizio a contare i giorni che mancano per spostarmi finalmente al mare!

Chiang Mai – day#14

Oggi è stata una giornata un sacco piena. Prima di tutto ho cannato la sveglia per la mia sessione di corsa (vista la zona iper trafficata e il caldo previsto avevo bisogno di iniziare molto presto), ma l’ho accettato serenamente, consapevole del fatto che il famoso 4.o allenamento settimanale è il riposo. Poi ho perso un sacco di tempo (causa ostinazione e determinazione) a cercare uno dei miei templi preferiti, così da poter meditare/pregare ogni mattina. Si deve sapere che una delle cose che caratterizza questa dinamica città è la ricchezza di templi, uno più incredibile dell’altro. Fatto ciò e dopo alcune veloci considerazioni decido di rischiare e parto per la mia sessione, ma non potevo fare scelta più sbagliata: il percorso random proposto dal mio smartwatch mi porta a fare strade ipertrafficate sotto un sole incredibile…e ancora, lo accetto, consapevole che non può esserci di peggio, faccio esperienza! Di seguito alcune immagini di Wat Phantao, tempio sopra citato: di una bellezza disarmante, interni in legno scuro così da far risaltare la bellezza e maestosità di un enorme statua del Buddha in oro.

Sfinito trovo tempo per pranzare (alle 16 addidirttura) in un luogo che già l’anno scorso mi aveva stupito: un pizzeria!! …e sono onesto…non è affatto male!!! Tra l’altro, grazie a questa scelta, scopro che qui vicino c’è un centro Yoga dove poter praticare, al contrario del centro che avevo trovato, molto fuori mano.

Ho solo il tempo di digerire che è già ora del mio massaggio Thai: altra luogo degno di nota, di questa città, è questo piccolo centro di massaggi, gestito da una cooperativa di donne ex galeotte, e personalmente molto brave nella loro tecnica. Mi sa che un giro non sarà sufficiente!

…e chi si ricordava che dopo il mercatino notturno del sabato sera a sud della città vecchia ci fosse anche il mercatino notturno della domenica sera nella zona centro nord dell città??? Quest’ultimo sicuramente non enorme come il più famoso, ma non per questo meno affascinante. La versione domenicale è sicuramente più vivibile della bolgia del sabato sera, e c’è anche l’opportunità di poter incontrare qualche prodotto hand-made al di fuori del circuito di prodotti “made in china” , ma sono onesto, son troppo cotto e desidero solo tornare alla base per provare a capire come rendere efficiente la giornata di domani che inizia con una sessione di yoga…la mia prima!!! Curiosità gioiosa “mode ON”

Only a bit of bike – day#9 to day#12

Sono onesto in questi giorni, non è successo nulla di speciale, e già forse questo ha reso tutto più speciale, nel senso che sto avendo modo di apprezzare la semplicità di questo paese (sono ancora a Sukhothai), i ritmi lenti, gli stessi visi, gli stessi angoli di quotidianità: alcune abitazioni al piano terra hanno una sorta di saracinesca, così quando passeggi, durante il giorno, hai la fortuna e la preziosa opportunità di contemplare un quadro di vita privata che lascia basito. Visi semplici che con dignità vivono la loro vita, priva di tutte le comodità alle quali siamo abituati noi occidentali. Il caldo è davvero pesante, e si resiste tranquillamente sino alle 11, poi tutto rallenta e quasi si ferma, a parte qualche turista di passaggio che spende la sua unica giornata girovagando sotto un sole comunque meraviglioso. In questi giorni, i pomeriggi li trascorro pigramente nella struttura nella quale alloggio. Si esce solo al tramonto, quando la tenaglia di calore si allenta, o per un pranzo veloce a base di frutta e liquidi. 

Al mattino, ho preso la sana abitudine di alzarmi all’alba, sia per godere delle mie sessioni di corsa, senza soffrire troppo il caldo, sia per godere di quel piccolo rituale che è l’ offerta ai monaci, sia per fare un giro in bici attraverso il più importante parco storico di Wat Mahathat (un paio d’ore che scorrono lentamente, lungo lunghissimi viali alberati e meravigliose rovine storiche). Inoltre, mi son ritrovato ad amare moltissimo il piccolo parco Wat Sri Chum, dove si ha l’opportunità di contemplare una delle statue del Buddha che più apprezzo, e, che mi lascia senza fiato ogni volta che mi trovo ai suoi piedi (12 metri di altezza). 

In termini di empatia, sento che questo luogo non ho più niente da darmi, ed è ora di rimettersi in marcia verso Chiang Mai, città che amai particolarmente l’anno scorso, patria dei Nomadi Digitali. Lì ci sarà molto da fare, da vedere e da ri-vivere. Conto serenamente le ore che mi separano da questa nuova partenza.

Self love day#6 – in movimento day#7

Anche ieri giornata al pc per tentare di creare qualche output, e, come al solito, quando mi appassiono a qualcosa, il tempo mi sfugge di mano, così arriva sera che nemmeno me ne accorgo. Del resto, faceva particolarmente caldo, ed uscire diventava una mezza follia. A sera mi son ritrovato a lezione di Coaching con questa bellissima biondissima anima dal sorriso “che schiocca” (come si dice dalle mie parti, ossia quando una persona sorride in modo molto genuino e tremendamente rumoroso), per condividere la sua esperienza sul tema “self-love”. Impossibile non innamorarsene….! …ma non ho modo di immergermi completamente nel suo racconto che la mia testa è già a domani: sveglia presto che si parte, finalmente!

Dalla capitale mi sposto a Phitsanulok dopo 4 ore di un treno tanto fatiscente quanto affascinante, con una seconda classe che sembra una camera frigo, ma con un servizio ineccepibile che in proporzione nemmeno sugli aerei propongono! Da qui, mi sposto con un bus d’altri tempi, sino alla meta: Sukhothai, antica capitale della Thailandia, ora semplice paesotto di campagna, ma con una ricchezza culturale storica incredibile: il parco principale è costellato di alberi e laghetti di una tranquillità e bellezza disarmante. Qui una delle statue del Buddha che più mi ha conquistato l’anno precedente e che non vedo ora di visitare nei prossimi giorni. Qui spenderò infatti poco meno di una settimana vista la pace e la tranquillità, tra pc, corsa, coaching e meditazione.

A new journey – day#1

Si comincia un altro, nuovo viaggio; un viaggio importante, impegnativo, profondo e radicale, soprattutto dentro me stesso.

Gate

Un viaggio che ha bisogno di spazi necessari, un viaggio il cui scopo è quello usare il tempo a mia disposizione per terminare percorsi importanti, e definirne altri, professionalmente, altrettanto rilevanti. Parto da un luogo che conosco già, e che amo per lo slogan che lo identifica come “il paese dei sorrisi”, la Thailandia!

Arrivo a Bangkok la mattina presto e mi dò un pochino di tempo per riprendermi da un volo, durante il quale ho fatto fatica a riposare, e subito dopo si viaggia agilmente verso il centro per depositare quanto prima zaini pesantissimi, cariche di speranze, sogni e determinazione.

Che bella sensazione!! Il sole che scalda la pelle, i profumi intensi, e i sorrisi a mani giunte, volte a ringraziare e rendere onore al divino che è in ognuno di noi. Quel ” sawadikaaa” dai mille significati, quel ” helo masag” che si ripete quasi come un disco rotto.

vertigo
…a very special walk!

Dopo aver riposato mi lancio in città, consapevole che nei prossimi giorni sarà difficile goderla appieno, e a poca distanza dall’hostel, dove alloggio, ha sede l’edificio più alto di tutta la Thailandia, con attrazione pazzesca che ha aperto solo 10 giorni fa. Sto parlando del colossale Mahanakhon, alla cui sommità (310m. sul livello della città) c’è una passeggiata da fare, che è una sfida impossibile per chi soffre di vertigini: una terrazza panoramica, con pavimento in vetro!!! Ne parla anche Repubblica qui.

Descrivere quello che si prova è praticamente impossibile, sono rimasto spiazzato da tanta meraviglia! …ma le soprese che mi riserva Bangkok non finiscono qui: ho da poco scoperto, che,c ome a Venezia, anche Bangkok ha la sua Biennale d’Arte… Mica me la faccio scappare!!

panorama

…se ho fatto la camminata?? certo!  …e voi?? quale sfida avete superato?

From Bangkok to Bangkok day 4

Mio carissimo tesoro,

svegliarsi e sentire la tua voce tracimare energia positiva, mi dà immensa gioia. E ancor più gioia mi dà sentire come la Vita ti stia parlando, inviandoti messaggi chiari ed espliciti su un tuo prossimo raggiungermi. Le connessioni sono belle e forti: mi parli di un mega mercato del fine settimana, quando la sera prima me l’ ero segnato nella guida. L ho appena visitato e per quanto grande sia, devo essere onesto non è meraviglioso come certe zone che ho già visto della città. All’ uscita, sono attirato da involtini primavera thai, così mi butto, sperando di evitare la maledizione di Montezuma, che riesco ad evitare.

Bisogna perdersi per ritrovarsi, così, prossima tappa suggerita dalla mia guida, mi lancio all avventura, cercando, in vecchio quartiere una delle originali famiglie che lavoravano il ferro battuto, per creare ciottole da offrire ai monaci. Ciottole rigorosamente composte da 8 pezzi di metallo.

È solo grazie a Google Maps e al relativo traduttore che riesco a comunicare con loro, un’emozione mia cara, meravigliosa, se solo potessi vedere dove vivono e come lavorano capiresti.

Dicevo che bisogna perdersi, e che il caso non esiste. È solo grazie a questa combinazione di fattori che arrivo a visitare “la montagna d oro”, che grazie ad una breve salita, mi porta a vedere la città dalla alto e lasciarmi letteralmente senza fiato, sapendo poi quello che brulica sotto quelle minuscole tettoie e microscopici ombrelloni, le personali riflessioni vengono di conseguenza.

Mi merito una birra, così torno a Khao San Road, crocevia di occidentali.

Capita poi che mi regali la notizia che arrivi e il mio povero cuore esplode gioia, ma capita anche che devi sacramentare per il volo e questo ti regala momenti di tensione, che per empatia sento totalmente. Sentirti soffrire e non poter far molto, é una piccola pena così mi limito ad ascoltare i tuoi silenzi mentre cammino. Mi perdo un ultima volta, e capito dentro una sorta di festa di quartiere, dedicata ai bambini. Basta pochissimo per farli felici:un po’ di sabbia colorata. Non voglio scadere in frasi fatte, ma la Vita è un tale spettacolo. Quindi non aggrappiamoci a fattori materiali effimeri. Sai mi sento fortunato a fare questo viaggio, vedere e vivere coi propri occhi certe realtà che, non sono poi così estreme alla detta di chi è stato in Africa o India, ma sono comunque di grande impatto per chi le vive per la prima volta.

Ama

Persegui la tua Felicità, a qualunque prezzo

Tuo

PS assaporo la dolce attesa di perderci l uno nella abbraccio dell altro

From Bangkok to Bangkok day 3

Mia carissima donna,

questa sera sono davvero stanco fisicamente: ho fatto i conti che ho camminato quasi 9 ore!

La giornata è iniziata in modo davvero meraviglioso andando a caccia di un’esperienza sensoriale che solo qui si può vivere. Ma ho deciso che se verrai te la regalerò, per cui….. Acqua in bocca! Subito dopo ne ho approfittato di testare finalmente un piatto diverso. Parliamo del Pad Thai: un piatto a base di germogli di soia, spaghetti di riso, tofu e a piacere gamberetti o pollo. Da lì ho messo un piede davanti all’altro per arrivare al tanto curioso mercatino degli amuleti, in zona Palazzo Reale per capirci. Loschi e minuti figuri si aggirano per le bancherelle a spulciare, provvisti di lente d’ingrandimento, minuscoli pezzi di pietra (?). Ma a fine mercato si presenta una serie di ristorantini dove poter mangiare qualcosa. Ora che ho dato il La mi sarei fermato per un bis ma non volevo esagerare. Sembrava quasi di entrare nei peggiori bar di Caracas ahah ahah.

Non contento, e approfittando di un clima leggermente più temperato, sono andato, sempre a piedi a vedere la famosa Koh San Road meta di tutti i backpacker. Beh, vorrei l’avessi vista: un miscuglio incredibile di occidentali semifrichettoni, zaino in spalla. Un guazzabuglio fisso fisso di insegne colorate. Bar che nemmeno in Spagna c’era una densità tale. E vetrine di vestiti in puro stile hippie. Non potevo non fermarmi ed ammirare tutto questo.

Con il tempo un pochino tiranno, ho preso poi direzione Chinatown, ma ti confesso che….. Beh…. Solo del gran casino! Un primo segnale che comincio ad essere stanco di stare qui. Credo sia venuto il momento di aprire la guida e pianificare i prossimi passi

Ti abbraccio, ripensando ai nostri

Ps domani proverò a chiamarti…. Che emozione!!

From Bangkok to Bangkok day 2

Carissima,

oggi è stata una giornata meravigliosa, per quanto ci fosse un’ afa pazzesca! Ho preso il battello per una ridicola cifra di mezzo euro scarso, ho visto il maestoso palazzo imperiale, ed i miei occhi si sono riempiti di meraviglia di fronte all’immensità della statua del Buddha di Wat Pho.

La condivisione credo sia importante, e oggi ho desiderato molto fossi al mio fianco, anche solo per condividere un “wow”. La gioia più bella è che nella distanza, e nel l’assenza comunque ti sento molto vicino.

Come ben sai non sono interessato ai monumenti, alle informazioni pratiche, sul come raggiungere nel modo più veloce quel tal palazzo. Ma amo la gente, così ho deciso di tornare a piedi alla più vicina metro cercando (con la sicurezza minima dettata dal buon senso) di perdermi, per vedere qualcosa di diverso, e così è stato: ancora una volta quella forte sensazione di vivere totalmente dentro un documentario. Visi, stralci di vita umile e poverissima. Mi infilo in un vicoletto strettissimo, tipo quelli di certi film, hai presente? Vedere coi propri occhi questi cubicoli di vita al limite, ma per loro magari dignitosa, chissà, fa scattare un qualcosa di indescrivibile nella propria testa. Mentre da una parte volevo scattare foto a raffica, dall’altra ho voluto far prevalere il buon senso di lasciare che tutto si imprima dentro di me: ad ogni battito di ciglia l’otturatore della mia mente scattava meravigliose immagini.

Nel tornare alla metro, passo per Chinatown (mia metà di domani): un delirio, di gente, di profumi, di auto, di colori, di visi, di cibo, di suoni, di parole incomprensibili . Di tutto!

Per quanto sia rapito da questa forma di follia, però non vedo ora di ripartire. E quale miglior posto per partire se non la stazione dei treni? Tutti, o quasi, ordinatamente seduti per terra!

Ecco una cosa che mi sta colpendo moltissimo di questa città: ordine! Anche stasera, alla metro si ripete la scena: una folla assurda che nemmeno puoi immaginare, eppure tutti in fila ordinati silenziosi, rispettosi.

Volevo condividere con te un’ultima cosa prima salutarti, una cosa che oggi ho sentito in modo forte: il cibo. Come ben sai sono vegetariano, e per me sarà una durissima lotta perché non sanno nemmeno cosa sia il vegetarianesimo. Ne vedremo delle belle quando comincerò ad uscire dalle grandi città. Non ti nascondo però che mi fa davvero voglia provare il cibo di strada, ma temo effetti collaterali.

Ti saluto assaporando i tuoi abbracci al profumo di sandalo

Tuo

From Bangkok to Bangkok day 1

Mio dolcissimo lupo solitario, ti scrivo perché vorrei provare a raccontarti questa esperienza, e nel farlo vorrei provare a non perdermi in labirinti di parole. Sono a Bangkok! E da qui partirò per un viaggio lungo due mesi che mi porterà a conoscere terre che ho sempre sognato. Finalmente sono uscito da questa zona di comfort che tutti chiamano “Europa”, e ho scelto di affrontare le mie paure, quelle paure che, a piccole dosi, non fanno altro che aiutare nel proprio cammino di crescita interiore. Bisognerebbe poi riflettere e discutere sul fatto che la paura fa parte del percorso di cambiamento che una persona vuole affrontare, ma mi dilungherei troppo. Il rimanere in uno stato di apertura fa vivere ogni istante vissuto, nel campo della novità, ampliato all’ennesima potenza, così mi ritrovo a desiderare di fissare ogni minuto vissuto, ogni secondo, ogni viso. La valanga di emozioni che mi pervade è indescrivibile, qui è tutto al contempo delirante e meraviglioso: le persone nelle metro sono silenziose e composte, al cellulare parlano piano, scendi dalla metro e vieni invaso dalla assordante rumore del traffico, e da pugni… sì sono proprio pugni… di profumi che si accavallano l’un l’altro… Dall’odore di riso e cocco, all odore terribile e a volte nauseabondo di cibo fritto, ma come ti ripeto tutto, tutto qui è meraviglioso, sembra di essere immerso in uno di quei documentari sulle grandi città, che si possono vedere solo alla pay TV. Il cuscino mi attende e provo a recuperare un po’ di jet lag, domani mi attende una giornata campare. Tuo “specchio camminante”