Pensieri sparsi – from day#28to day#30

Le giornate a Chiang Mai sono calde, di quel caldo secco che fa stare bene: il cielo è blu cobalto, e provi solo il desiderio di sentire il sole che ti cucina la pelle. Il Doi Suthep Temple è là in cima, a guardiano della città. E la tentazione di salire sin lassù di corsa è sempre più forte: la sfida dentro di me è lanciata e prima di lasciare la città in qualche modo ci devo arrivare.

Sono di nuovo al Camp e la scena che ho di fronte è degna dei più bei film animazione manga: un anziano maestro che dà ripetizioni ad un adolescente che, dall’aspetto, ha tutta l’aria di essere un poco di buono. Ma il dettaglio che più mi ha colpito è stato un sorriso da parte del maestro, mentre osservava e seguiva il giovane studente mentre svolgeva qualche esercizio, un sorriso pieno d’Amore infinito verso questo ragazzo, e soprattutto un Amore infinito per il suo lavoro d’insegnante. Sono rimasto inebetito ed incantato qualche minuto, a seguire la scena.

Oggi è un giorno che non amo e per questo mio personale modo di pensare sono stato sempre giudicato in diverse maniere, ma poco importa. Quello che importa è che non posso, proprio oggi, esimermi dal condividere un pensiero, che puntualmente ogni anno “il” social network mi ricorda, un pensiero che arriva dal mio mentore e maestro nel mondo della Viandanza, Luigi Nacci. Di seguito uno stralcio, ma qui si può leggere l’articolo intero. Un invito alla riflessione che non deve mancare

Riuscirò a cambiare? Perderò ciò che è bene perdere? Ricorderò chi deve essere ricordato? Mi prenderò cura di me? Lascerò che gli altri si prendano cura di me? Ed io di loro? Imparerò senza farmi travolgere dall’ossessione di imparare? Gioirò senza esaltarmi? 

e se ci regalassimo delle domande a Natale?

Luigi Nacci