Days off – day#3 to day#5

Ieri e oggi giornata di riposo da attività di fitness, ma giornata di lavoro in coworking space. ieri in particolare ne ho visitati due: uno al mattino che in realtà è una saletta studio per studenti delle scuole adiacenti, mentre il secondo tremendamente molto più professionale, ma con un grande difetto: il clima in modalità polo nord, tanto da star male.

Mentre stamane mi son fatto un regalo…. corsa rigenerante di 5km direzione Wat Pho per la sessione mattutina di self stretching. Altri 5 km per tornare e poi via a visitare The Work Loft. Domani mi sa che il programma sarà il medesimo!

Il mio primo vero, serio, moderno silenzioso coworking space. Qui gira una bellissima energia. Ho deciso! Pianto tenda qua sino a ora di cena. Ciaone!

Restart…ma seriamente! – day#2

Chi mi conosce, e chi ha già spulciato questo spazio, sa che una delle mie grandi insegnanti di vita è la corsa. Ne sono talmente innamorato, pur non essendo professionista, che aspiro a farne uno strumento di lavoro (anche se non so ancora come! AHAHA). 

Dopo un’eccessiva pausa forzata, dovuta a motivi di vario tipo, è venuto il momento di ripartire e ritrovare i miei 60-70km alla settimana che mi permettevano di toccare il cielo con un dito. Quindi stamane, dopo una notte in bianco causa jet-leg, si riparte, consapevole di dover ripartire da zero, di dimenticare per re-imparare, e soprattutto consapevole che il mio corpo, per quanto poco, ha ancora nella sua memoria un clima umido e freddo. Risultato?

Beh se si tiene conto di tutti fattori elencati sopra, e se si tiene conto che lo smartwatch mi ha dato noie col GPS portandomi a perdermi per la capitale, direi che 13km in 1:38 h non è andata poi così malaccio! Qui un pò di numeri.

Una cosa che apprezzo particolarmente, del prodotto che indosso, è che, data una posizione iniziale e dati i km desiderati, ti calcola un percorso random nelle proprie prossimità. Ecco allora che mi sono ritrovato con la fortuna di esplorare vie sconosciute delle città che visito e che ho visitato. Lascio quindi all’immaginazione di chi mi legge, immaginare le espressioni di onesta curiosità nei visi delle persone, per vie sconosciute di Bangkok, al mio passaggio. 

Sì, lo so, mettersi a correre in centro di una delle città più inquinate al mondo è una cosa che non sta né in cielo né in terra, ma da qualche parte dovrò pur iniziare no?! …se poi penso alla teoria spiegata in questo libro (nel quale in sostanza si dice che se mangi una rana oggi – cosa oltremodo schifosa – domani quale sarà la cosa peggiore che ti potrebbe succedere?), ecco che il tutto prende una luce differente.

…e voi, dove trovate le forze per fare una cosa che vi appassiona?

A new journey – day#1

Si comincia un altro, nuovo viaggio; un viaggio importante, impegnativo, profondo e radicale, soprattutto dentro me stesso.

Gate

Un viaggio che ha bisogno di spazi necessari, un viaggio il cui scopo è quello usare il tempo a mia disposizione per terminare percorsi importanti, e definirne altri, professionalmente, altrettanto rilevanti. Parto da un luogo che conosco già, e che amo per lo slogan che lo identifica come “il paese dei sorrisi”, la Thailandia!

Arrivo a Bangkok la mattina presto e mi dò un pochino di tempo per riprendermi da un volo, durante il quale ho fatto fatica a riposare, e subito dopo si viaggia agilmente verso il centro per depositare quanto prima zaini pesantissimi, cariche di speranze, sogni e determinazione.

Che bella sensazione!! Il sole che scalda la pelle, i profumi intensi, e i sorrisi a mani giunte, volte a ringraziare e rendere onore al divino che è in ognuno di noi. Quel ” sawadikaaa” dai mille significati, quel ” helo masag” che si ripete quasi come un disco rotto.

vertigo
…a very special walk!

Dopo aver riposato mi lancio in città, consapevole che nei prossimi giorni sarà difficile goderla appieno, e a poca distanza dall’hostel, dove alloggio, ha sede l’edificio più alto di tutta la Thailandia, con attrazione pazzesca che ha aperto solo 10 giorni fa. Sto parlando del colossale Mahanakhon, alla cui sommità (310m. sul livello della città) c’è una passeggiata da fare, che è una sfida impossibile per chi soffre di vertigini: una terrazza panoramica, con pavimento in vetro!!! Ne parla anche Repubblica qui.

Descrivere quello che si prova è praticamente impossibile, sono rimasto spiazzato da tanta meraviglia! …ma le soprese che mi riserva Bangkok non finiscono qui: ho da poco scoperto, che,c ome a Venezia, anche Bangkok ha la sua Biennale d’Arte… Mica me la faccio scappare!!

panorama

…se ho fatto la camminata?? certo!  …e voi?? quale sfida avete superato?

From Bangkok to Bangkok day 4

Mio carissimo tesoro,

svegliarsi e sentire la tua voce tracimare energia positiva, mi dà immensa gioia. E ancor più gioia mi dà sentire come la Vita ti stia parlando, inviandoti messaggi chiari ed espliciti su un tuo prossimo raggiungermi. Le connessioni sono belle e forti: mi parli di un mega mercato del fine settimana, quando la sera prima me l’ ero segnato nella guida. L ho appena visitato e per quanto grande sia, devo essere onesto non è meraviglioso come certe zone che ho già visto della città. All’ uscita, sono attirato da involtini primavera thai, così mi butto, sperando di evitare la maledizione di Montezuma, che riesco ad evitare.

Bisogna perdersi per ritrovarsi, così, prossima tappa suggerita dalla mia guida, mi lancio all avventura, cercando, in vecchio quartiere una delle originali famiglie che lavoravano il ferro battuto, per creare ciottole da offrire ai monaci. Ciottole rigorosamente composte da 8 pezzi di metallo.

È solo grazie a Google Maps e al relativo traduttore che riesco a comunicare con loro, un’emozione mia cara, meravigliosa, se solo potessi vedere dove vivono e come lavorano capiresti.

Dicevo che bisogna perdersi, e che il caso non esiste. È solo grazie a questa combinazione di fattori che arrivo a visitare “la montagna d oro”, che grazie ad una breve salita, mi porta a vedere la città dalla alto e lasciarmi letteralmente senza fiato, sapendo poi quello che brulica sotto quelle minuscole tettoie e microscopici ombrelloni, le personali riflessioni vengono di conseguenza.

Mi merito una birra, così torno a Khao San Road, crocevia di occidentali.

Capita poi che mi regali la notizia che arrivi e il mio povero cuore esplode gioia, ma capita anche che devi sacramentare per il volo e questo ti regala momenti di tensione, che per empatia sento totalmente. Sentirti soffrire e non poter far molto, é una piccola pena così mi limito ad ascoltare i tuoi silenzi mentre cammino. Mi perdo un ultima volta, e capito dentro una sorta di festa di quartiere, dedicata ai bambini. Basta pochissimo per farli felici:un po’ di sabbia colorata. Non voglio scadere in frasi fatte, ma la Vita è un tale spettacolo. Quindi non aggrappiamoci a fattori materiali effimeri. Sai mi sento fortunato a fare questo viaggio, vedere e vivere coi propri occhi certe realtà che, non sono poi così estreme alla detta di chi è stato in Africa o India, ma sono comunque di grande impatto per chi le vive per la prima volta.

Ama

Persegui la tua Felicità, a qualunque prezzo

Tuo

PS assaporo la dolce attesa di perderci l uno nella abbraccio dell altro

From Bangkok to Bangkok day 3

Mia carissima donna,

questa sera sono davvero stanco fisicamente: ho fatto i conti che ho camminato quasi 9 ore!

La giornata è iniziata in modo davvero meraviglioso andando a caccia di un’esperienza sensoriale che solo qui si può vivere. Ma ho deciso che se verrai te la regalerò, per cui….. Acqua in bocca! Subito dopo ne ho approfittato di testare finalmente un piatto diverso. Parliamo del Pad Thai: un piatto a base di germogli di soia, spaghetti di riso, tofu e a piacere gamberetti o pollo. Da lì ho messo un piede davanti all’altro per arrivare al tanto curioso mercatino degli amuleti, in zona Palazzo Reale per capirci. Loschi e minuti figuri si aggirano per le bancherelle a spulciare, provvisti di lente d’ingrandimento, minuscoli pezzi di pietra (?). Ma a fine mercato si presenta una serie di ristorantini dove poter mangiare qualcosa. Ora che ho dato il La mi sarei fermato per un bis ma non volevo esagerare. Sembrava quasi di entrare nei peggiori bar di Caracas ahah ahah.

Non contento, e approfittando di un clima leggermente più temperato, sono andato, sempre a piedi a vedere la famosa Koh San Road meta di tutti i backpacker. Beh, vorrei l’avessi vista: un miscuglio incredibile di occidentali semifrichettoni, zaino in spalla. Un guazzabuglio fisso fisso di insegne colorate. Bar che nemmeno in Spagna c’era una densità tale. E vetrine di vestiti in puro stile hippie. Non potevo non fermarmi ed ammirare tutto questo.

Con il tempo un pochino tiranno, ho preso poi direzione Chinatown, ma ti confesso che….. Beh…. Solo del gran casino! Un primo segnale che comincio ad essere stanco di stare qui. Credo sia venuto il momento di aprire la guida e pianificare i prossimi passi

Ti abbraccio, ripensando ai nostri

Ps domani proverò a chiamarti…. Che emozione!!

From Bangkok to Bangkok day 2

Carissima,

oggi è stata una giornata meravigliosa, per quanto ci fosse un’ afa pazzesca! Ho preso il battello per una ridicola cifra di mezzo euro scarso, ho visto il maestoso palazzo imperiale, ed i miei occhi si sono riempiti di meraviglia di fronte all’immensità della statua del Buddha di Wat Pho.

La condivisione credo sia importante, e oggi ho desiderato molto fossi al mio fianco, anche solo per condividere un “wow”. La gioia più bella è che nella distanza, e nel l’assenza comunque ti sento molto vicino.

Come ben sai non sono interessato ai monumenti, alle informazioni pratiche, sul come raggiungere nel modo più veloce quel tal palazzo. Ma amo la gente, così ho deciso di tornare a piedi alla più vicina metro cercando (con la sicurezza minima dettata dal buon senso) di perdermi, per vedere qualcosa di diverso, e così è stato: ancora una volta quella forte sensazione di vivere totalmente dentro un documentario. Visi, stralci di vita umile e poverissima. Mi infilo in un vicoletto strettissimo, tipo quelli di certi film, hai presente? Vedere coi propri occhi questi cubicoli di vita al limite, ma per loro magari dignitosa, chissà, fa scattare un qualcosa di indescrivibile nella propria testa. Mentre da una parte volevo scattare foto a raffica, dall’altra ho voluto far prevalere il buon senso di lasciare che tutto si imprima dentro di me: ad ogni battito di ciglia l’otturatore della mia mente scattava meravigliose immagini.

Nel tornare alla metro, passo per Chinatown (mia metà di domani): un delirio, di gente, di profumi, di auto, di colori, di visi, di cibo, di suoni, di parole incomprensibili . Di tutto!

Per quanto sia rapito da questa forma di follia, però non vedo ora di ripartire. E quale miglior posto per partire se non la stazione dei treni? Tutti, o quasi, ordinatamente seduti per terra!

Ecco una cosa che mi sta colpendo moltissimo di questa città: ordine! Anche stasera, alla metro si ripete la scena: una folla assurda che nemmeno puoi immaginare, eppure tutti in fila ordinati silenziosi, rispettosi.

Volevo condividere con te un’ultima cosa prima salutarti, una cosa che oggi ho sentito in modo forte: il cibo. Come ben sai sono vegetariano, e per me sarà una durissima lotta perché non sanno nemmeno cosa sia il vegetarianesimo. Ne vedremo delle belle quando comincerò ad uscire dalle grandi città. Non ti nascondo però che mi fa davvero voglia provare il cibo di strada, ma temo effetti collaterali.

Ti saluto assaporando i tuoi abbracci al profumo di sandalo

Tuo

From Bangkok to Bangkok day 1

Mio dolcissimo lupo solitario, ti scrivo perché vorrei provare a raccontarti questa esperienza, e nel farlo vorrei provare a non perdermi in labirinti di parole. Sono a Bangkok! E da qui partirò per un viaggio lungo due mesi che mi porterà a conoscere terre che ho sempre sognato. Finalmente sono uscito da questa zona di comfort che tutti chiamano “Europa”, e ho scelto di affrontare le mie paure, quelle paure che, a piccole dosi, non fanno altro che aiutare nel proprio cammino di crescita interiore. Bisognerebbe poi riflettere e discutere sul fatto che la paura fa parte del percorso di cambiamento che una persona vuole affrontare, ma mi dilungherei troppo. Il rimanere in uno stato di apertura fa vivere ogni istante vissuto, nel campo della novità, ampliato all’ennesima potenza, così mi ritrovo a desiderare di fissare ogni minuto vissuto, ogni secondo, ogni viso. La valanga di emozioni che mi pervade è indescrivibile, qui è tutto al contempo delirante e meraviglioso: le persone nelle metro sono silenziose e composte, al cellulare parlano piano, scendi dalla metro e vieni invaso dalla assordante rumore del traffico, e da pugni… sì sono proprio pugni… di profumi che si accavallano l’un l’altro… Dall’odore di riso e cocco, all odore terribile e a volte nauseabondo di cibo fritto, ma come ti ripeto tutto, tutto qui è meraviglioso, sembra di essere immerso in uno di quei documentari sulle grandi città, che si possono vedere solo alla pay TV. Il cuscino mi attende e provo a recuperare un po’ di jet lag, domani mi attende una giornata campare. Tuo “specchio camminante”