37 gradi – day#8

La giornata di oggi inizia poco dopo l’alba: prima della mia abituale sessione di corsa volevo assistere alle quotidiane offerte fatte ai monaci, dalla gente del paese, in un bellissimo contesto come un pontile in legno che porta giusto al monastero al centro del laghetto, ma arrivo in ritardo, così assisto solo ai momenti finali. Poco importa, è un rituale quotidiano, e tempo, a volte, ne abbiamo troppo.

La sessione di corsa odierna da un lato è davvero spettacolare in primis per il paesaggio che mi circonda (laghetti, viali alberati e bambini che gioiosamente salutano), dall’altro, però, è veramente impegnativa, non solo per il caldo impressionante che già alle 7 si fa sentire, ma per il lavoro interiore di ricerca di motivazioni. Una voce ha rimbombato dentro di me per tutta la sessione… “datti tempo!”  così, non mi rimane altro che ascoltarla, e prendermela con calma. Certo è che…diciamolo…correre qui ha tutto un fascino indescrivibile.

Kao Soi

Fa un caldo particolarmente intenso oggi, tanto che decido di non prendere la bici per il classico giro del parco e mi rifugio, mogio mogio, nell’ostello a studiacchiare un pochino e seguire qualche lezione di coach. Esco solo per pranzo: sempre solito posto, visti i sorrisi meravigliosi che trovo, e oggi mi regalo una bella birra gelata, ed un piatto caldo piccante… Già, solo così posso attenuare la morsa del caldo (classico metodo della nonna).

Riflettevo su quali sono le 10 cose grazie le quali mi piace un sacco ‘sto paese…

  1. La gente sorride, appena possibile
  2. La gente quando ringrazia unisce le mani in segno di rispetto
  3. La gente maneggia i soldi con rispetto, quasi fossero fragili (o forse perché è impressa l’immagine del loro imperatore…..)
  4. Alle 8 tutti, ma proprio tutti (traffico compreso, in particolare nelle piccole cittadine, non certo in centro a Bangkok) si fermano per ascoltare l’inno nazionale
  5. La terza classe, della rete ferroviaria, con il suo incredibile fascino, e la gente che la frequenta
  6. Come tentano di spillarti qualche decimo di euro solo perché sei un occidentale, ma lo fanno senza cattiveria, diventa quindi un gioco il classico contrattare
  7. Il cibo, se da una parte diventa una sfida mangiare sano (le banane fritte sono una leccornia e una droga) dall’altra la frutta è pazzesca!! Mi ingozzerei di sola frutta!
  8. Il mare (…e non so nuotare!)…Sono consapevole che ci sono spiagge incredibili che devono ancora essere visitate (da Bali, al Vietnam, etc), ma queste sono le prime che ho visto, e si sa, la prima volta non si scorda mai
  9. Come viaggiano in scooter (un’ amica diceva che se guidi lo scooter da solo, non sei nessuno – una volta ho visto 4 persone su un classico 50cc)
  10. Last but not least, perché è un paese Buddhista… questo ha molte implicazioni su molti aspetti della vita sociale (spiegarlo in sintesi è davvero complicato)

Self love day#6 – in movimento day#7

Anche ieri giornata al pc per tentare di creare qualche output, e, come al solito, quando mi appassiono a qualcosa, il tempo mi sfugge di mano, così arriva sera che nemmeno me ne accorgo. Del resto, faceva particolarmente caldo, ed uscire diventava una mezza follia. A sera mi son ritrovato a lezione di Coaching con questa bellissima biondissima anima dal sorriso “che schiocca” (come si dice dalle mie parti, ossia quando una persona sorride in modo molto genuino e tremendamente rumoroso), per condividere la sua esperienza sul tema “self-love”. Impossibile non innamorarsene….! …ma non ho modo di immergermi completamente nel suo racconto che la mia testa è già a domani: sveglia presto che si parte, finalmente!

Dalla capitale mi sposto a Phitsanulok dopo 4 ore di un treno tanto fatiscente quanto affascinante, con una seconda classe che sembra una camera frigo, ma con un servizio ineccepibile che in proporzione nemmeno sugli aerei propongono! Da qui, mi sposto con un bus d’altri tempi, sino alla meta: Sukhothai, antica capitale della Thailandia, ora semplice paesotto di campagna, ma con una ricchezza culturale storica incredibile: il parco principale è costellato di alberi e laghetti di una tranquillità e bellezza disarmante. Qui una delle statue del Buddha che più mi ha conquistato l’anno precedente e che non vedo ora di visitare nei prossimi giorni. Qui spenderò infatti poco meno di una settimana vista la pace e la tranquillità, tra pc, corsa, coaching e meditazione.

Days off – day#3 to day#5

Ieri e oggi giornata di riposo da attività di fitness, ma giornata di lavoro in coworking space. ieri in particolare ne ho visitati due: uno al mattino che in realtà è una saletta studio per studenti delle scuole adiacenti, mentre il secondo tremendamente molto più professionale, ma con un grande difetto: il clima in modalità polo nord, tanto da star male.

Mentre stamane mi son fatto un regalo…. corsa rigenerante di 5km direzione Wat Pho per la sessione mattutina di self stretching. Altri 5 km per tornare e poi via a visitare The Work Loft. Domani mi sa che il programma sarà il medesimo!

Il mio primo vero, serio, moderno silenzioso coworking space. Qui gira una bellissima energia. Ho deciso! Pianto tenda qua sino a ora di cena. Ciaone!

Restart…ma seriamente! – day#2

Chi mi conosce, e chi ha già spulciato questo spazio, sa che una delle mie grandi insegnanti di vita è la corsa. Ne sono talmente innamorato, pur non essendo professionista, che aspiro a farne uno strumento di lavoro (anche se non so ancora come! AHAHA). 

Dopo un’eccessiva pausa forzata, dovuta a motivi di vario tipo, è venuto il momento di ripartire e ritrovare i miei 60-70km alla settimana che mi permettevano di toccare il cielo con un dito. Quindi stamane, dopo una notte in bianco causa jet-leg, si riparte, consapevole di dover ripartire da zero, di dimenticare per re-imparare, e soprattutto consapevole che il mio corpo, per quanto poco, ha ancora nella sua memoria un clima umido e freddo. Risultato?

Beh se si tiene conto di tutti fattori elencati sopra, e se si tiene conto che lo smartwatch mi ha dato noie col GPS portandomi a perdermi per la capitale, direi che 13km in 1:38 h non è andata poi così malaccio! Qui un pò di numeri.

Una cosa che apprezzo particolarmente, del prodotto che indosso, è che, data una posizione iniziale e dati i km desiderati, ti calcola un percorso random nelle proprie prossimità. Ecco allora che mi sono ritrovato con la fortuna di esplorare vie sconosciute delle città che visito e che ho visitato. Lascio quindi all’immaginazione di chi mi legge, immaginare le espressioni di onesta curiosità nei visi delle persone, per vie sconosciute di Bangkok, al mio passaggio. 

Sì, lo so, mettersi a correre in centro di una delle città più inquinate al mondo è una cosa che non sta né in cielo né in terra, ma da qualche parte dovrò pur iniziare no?! …se poi penso alla teoria spiegata in questo libro (nel quale in sostanza si dice che se mangi una rana oggi – cosa oltremodo schifosa – domani quale sarà la cosa peggiore che ti potrebbe succedere?), ecco che il tutto prende una luce differente.

…e voi, dove trovate le forze per fare una cosa che vi appassiona?

A new journey – day#1

Si comincia un altro, nuovo viaggio; un viaggio importante, impegnativo, profondo e radicale, soprattutto dentro me stesso.

Gate

Un viaggio che ha bisogno di spazi necessari, un viaggio il cui scopo è quello usare il tempo a mia disposizione per terminare percorsi importanti, e definirne altri, professionalmente, altrettanto rilevanti. Parto da un luogo che conosco già, e che amo per lo slogan che lo identifica come “il paese dei sorrisi”, la Thailandia!

Arrivo a Bangkok la mattina presto e mi dò un pochino di tempo per riprendermi da un volo, durante il quale ho fatto fatica a riposare, e subito dopo si viaggia agilmente verso il centro per depositare quanto prima zaini pesantissimi, cariche di speranze, sogni e determinazione.

Che bella sensazione!! Il sole che scalda la pelle, i profumi intensi, e i sorrisi a mani giunte, volte a ringraziare e rendere onore al divino che è in ognuno di noi. Quel ” sawadikaaa” dai mille significati, quel ” helo masag” che si ripete quasi come un disco rotto.

vertigo
…a very special walk!

Dopo aver riposato mi lancio in città, consapevole che nei prossimi giorni sarà difficile goderla appieno, e a poca distanza dall’hostel, dove alloggio, ha sede l’edificio più alto di tutta la Thailandia, con attrazione pazzesca che ha aperto solo 10 giorni fa. Sto parlando del colossale Mahanakhon, alla cui sommità (310m. sul livello della città) c’è una passeggiata da fare, che è una sfida impossibile per chi soffre di vertigini: una terrazza panoramica, con pavimento in vetro!!! Ne parla anche Repubblica qui.

Descrivere quello che si prova è praticamente impossibile, sono rimasto spiazzato da tanta meraviglia! …ma le soprese che mi riserva Bangkok non finiscono qui: ho da poco scoperto, che,c ome a Venezia, anche Bangkok ha la sua Biennale d’Arte… Mica me la faccio scappare!!

panorama

…se ho fatto la camminata?? certo!  …e voi?? quale sfida avete superato?

Day 0 part 2 Milano-Santiago de Compostela-Malpica

Finally we leave Milan at the sunrise, and after a very quiet flight of just over two hours we arrive in Santiago. The feeling is to breathe the air of home: everything is known to us, every corner of the city, the buildings, rituals and places where to quench the hunger of typical Spanish tapas. The emotions that we can read in the faces of the pilgrims who come, we know them very well: we were facing the cathedral to contemplate the facade that is finally free of scaffolding, when a group of pilgrims come to celebrate that near the stone km 0, they put in circle in a moment of great silence and concentration. The scene nails me to the ground for its great intensity and strength because I feel all their emotion and energy, as much so that I am moved to tears (and I still get excited, writing), my god, how I would like to be there with them!
A visit to the cathedral is a must, to greet the saint and to ask for support and protection for this unique adventure: the moment of meditation in front of the presumed remains of the saint is very strong and the emotions that vibrate in the air, yet another time, they are palpable.
Before saying goodbye to the city, we can not make the night more precious with a dance tour with the Tuna de Derecha (a very famous Galician group).

 

Finally Malpica, start of the #ocaminosdosfaros.
To reach the sea, to be in front of spectacular waves, the sun that warms our skin, spectacular food (pulpo feira, impossible not to eat it!): All this can impress on our faces bright smiles.
But it is too much time that I don’t run, and if the other guys decide to relax on the beach, I decide to dedicate the afternoon to an exploratory and regenerating race. It seems so strange for me to realize such a great and incredible dream: to run in Galicia !!!
Everything is so strange and surreal that it doesn’t even seem true: the eucalyptus woods, the gentle slopes of Galicia, the bright green pastures. Everything is magical, everything is perfect.

temporary_file2467021975650197847.jpg But tomorrow everything start to get serious. Tomorrow, the first day, I dedicate it to walking with my traveling companions, and then, from the second stage, away to run!

 

 

Day 0 part 1 Padova-Milano

Here we are!
The long awaited moment has arrived: i’m leaving for this new adventure, which has everything to give and to say. Although there have been some things that need planning, others have deliberately chosen to leave them “open” because I want to challenge myself and be challenged, and see what happens.
I liked manage to set up a team, made up of highly qualified people, who help me to live this little adventure to the full, and a piece of equipment that seems to me a good compromise between the essential and the efficient. (in a few time I try to write a post about it)

Wake up early and with a high-speed train I can travel, in a couple of hours, the distance Padua – Milan.
Milan, a city that honestly struggle to live: chaos, noise, frenzy, all too much for me. But I’m lucky to find a moment of peace during the lunch, when I meet a beautiful soul with whom I’m lucky enough to share my training in the world of Coaching. Words fly, like time, and it is already time to say goodbye.
My traveling companions arrive in a few minutes, with whom I will share a few steps, and you begin to breathe the air of Galicia, the desire to feel the sea, to breathe the grass, to feel the sweet weight of the backpack on the shoulders. ..all, within 48 hours it will take shape.

Tomorrow, second transfer.

The runner’s prayer

In this days, while I preparing my next adventure, I’m thinking about what run is for me. It’s a kind of meditation, so running is definitively a type of prayer. Simply asked google and I found this Italian prayer

Enjoy and free to share

Lord
make sure that in the magical quiet of solitary running,
as in the severe harshness of competition,
I can temper my spirit in addition to my muscles,
until it becomes limpid like rock water,
as generous as the sun that warms us.

Make sure that from the constant sporting practice,
I receive so much strength to overcome
the most difficult trials of life,
without ever knowing dismay,
neither discomfort nor despair.

Over one hundred races only one victory grant me,
the one on myself,
on my weaknesses,
on my inadequacies.

Give me sober burden
as it is suitable for those who run,
but grant me to live today
the infinite beauty of what surrounds us.

Allow finally, that at the end
of this heady race named Life,
may I, serenely,
give the witness to other younger ones,
pleased to continue interrupted my song of Your glory.

And so be it.

from: Giuseppe Conforto

A little stop in Bilbao

I love to know and explore cities by running, it has its own charm in a certain way. I’m in Bilbao for a few days, a city that for some reason I’m appreciating, especially for the pedestrian area that follows the river Nerviòn, and for its most famous symbol, the Guggenheim museum: a real exciting surprise inside with the works of Esther Ferrer (link to a video in spanish), and in particular the immense installations of Richard Serra. So I live this type of emotion, only at the Venice Biennale. the Smiles of the world

Many things are happening in these days (including a stop that I struggle to accept because I have a Tibial Periostitis due destroyed shoes), and, in my mind, many things are in turmoil: the enthusiasm to start a new project that could push me so far (I would like to tell a lot more, but this is not the moment), the fear, natural, to fail (and there can be no better teacher!), the desire to improve (a first step to start writing this blog in English, mistakes included!), investments that I can not assess how risky they may be.

For a vegetarian, or supposedly so, there is a lot of meat on fire!

BUT……. But the solution, if we want to call it that, puts it in front of Life with great simplicity, however banal but sometimes it’ snt immediate and easy to see this: my greatest wealth is what I am, with genuineness and simplicity, including errors, indeed , they are my greatest wealth. I don’t have to look too much at the horizon, but “to do without doing” in the present so that what life has in store for me may happen and develop.

I realize that I am inconsistent in this last thought, but it has its foundation that will be revealed in due course.

 

Emozionarsi

Ho imparato in questi ultimi mesi a cercare, trovare, perdere e ri-cercare una sorta di compromesso tra l’essere sognatore romantico e l’essere logico e razionalmente reale; è bello però, ogni tanto, farsi cullare nei sogni, desideri, ma non nelle aspettative.

Esiste una gara di trail ( = correre immersi nella natura ) che ho posto nell’olimpo dei sogni da realizzare, sia per la location ( isola della Palma – Gran Canarie ), sia per il numero di partecipanti, e di conseguenza l’organizzazione davvero completa, sia per il percorso (si circumnaviga il vulcano dell’isola, per non parlare dei 1000m. di dislivello che si corrono in discesa nel giro di pochissimo), sia per le emozioni che si possono e potrebbero vivere lì. Parlo della Transvucania.

Esiste una ragazza, un’atleta che seguo su YouTube (da quando ha corso la sua prima maratona), il cui sorriso è incredibilmente solare, è di Valencia (motivo in più per seguirla: esercitare la comprensione dell’idioma spagnolo), e, tra le sue tante esperienze di corsa in giro per il mondo, ha corso l’ultima edizione della gara appena citata. Lei si chiama Maigualida Ojeda Pérez.

In questo periodo della mia vita le emozioni, in generale, le vivo in modo esponenziale, e quando ho visto il video (anche se mosso non importa, conta quello che ha comunicato), in particolare l’arrivo, non lo nascondo, e non mi vergogno: ho pianto….

PS: la prossima edizione della Transvulcania è l’11/05/2019…… Chissà!