What is Fantasy?

Non che prima avessi dubbi, ma i miei compagni di classe, nonché futuri colleghi di lavoro, sono di una bellezza disarmante.

Nell’ultimo post ci siamo divertiti a condividere cosa sia per noi la pazzia, e questa volta, per motivi interni (si cercava dell’ispirazione) ci siamo messi ad esplorare cosa sia la fantasia nell’ambito del mondo imprenditoria femminile. Quello che ne è uscito è davvero molto potente. Qui di seguito un dettagliato riassunto.

La fantasia nel lavoro per me è la capacità di visione di lungo periodo, di darsi obiettivi ambiziosi e inventare soluzioni per vederli realizzati usando gli strumenti tecnici e il pregresso come la tela e i colori, come basi di partenza per ottenere qualcosa di nuovo.

L.

Fantasia= libertà, creatività, libertà di progettare cose come le voglio io e fantasia legata al tornare bambina e giocare coi miei figli

F.

Fantasia ..uhm.. la fantasia nell’automotive… è il concedersi di restare umani, di ridere e stimolare il team ad affrontare le sfide e le richieste quotidiane. Mostrarsi vulnerabili.

G.

Sperimentare, novità, mettersi in gioco.

M.

Fantasia… per me è restare collegata con il mio vero io, che è entusiasta, appassionato e creativo. È utile perché risveglia la creatività quando la via già percorsa non funziona (problem solving). È una fiammella che ho bisogno di alimentare per gestire il tram tram, o meglio per non vederlo tale. Perché anche compiti gravosi possano diventare più leggeri. Fantasia è mia figlia che non ripete due volte lo stesso gioco. Ogni sera è uno spettacolo diverso. E una gioia che alimenta quella fiammella.

D.

e poi ancora

Costruire 🌟esprimendo la propria creatività liberando l’interiorità . Da lì si può sviluppare tutto

P.

Considerare nuove e diverse possibilitá, essere creative e affidarsi all’istinto. Fare divertire l’emisfero destro🧠

M.

Riuscire ad affrontare le cose con quella leggerezza che mi permette di divertirmi e essere creativa ma soprattutto rimanere fedele a me stessa senza immedesimarmi troppo nel mio ruolo è permettere alla parte più divertente e passionale di me di venir fuori

A.

Nella formazione, la fantasia si fa largo quando mi sento bene e sento quindi di potere osare: una presentazione diversa, un gioco d’aula nuovo, un dialogo meno formale..

E.

È innovazione creativa, guidata dalla mia emotività. Capacità di introdurre nel lavoro quell’elemento innovativo, creativo, efficiente, al fine di ottenere una gestione ottimale di tale lavoro e renderlo variegato, non monotono!

F.

ed infine

FANTASIA x me è LIBERTÀ: non avere costrizioni e lasciare la mente e il braccio liberi di agire. In questo modo essi troveranno il modo più piacevole di fare le cose e spesso, guarda un po’, anche quello più semplice. Perciò x me è anche SEMPLICITÀ ✨

E

…e niente…sono proprio innamorato delle mie compagne di classe

To be crazy

Cos’è essere pazzi?? Secondo me e i miei compagni di classe si può spiegare in questo modo:

“Perché trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni! – Eh! Che volete? Costruiscono senza logica, beati loro, i pazzi! O con una loro logica che vola come una piuma!” 

L. PIrandello – Enrico IV

“Ma io non voglio andare fra i matti” osservò Alice.
“Be’, non hai altra scelta” disse il Gatto. “Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.”
“Come lo sai che sono matta?” disse Alice.
“Per forza,” disse il Gatto, “altrimenti non saresti venuta qui.”

L. Carroll – Alice nel paese delle meraviglie

e poi ancora….

“we’re never gonna survive, unless we get a little crazy”

Seal

“A question that sometimes give me crazy: “am i or are the others crazy?”

A. Einstein

“La pazzia a volte, non è altro che la ragione presentata sotto diversa forma”

J.W. Goethe

…un flusso senza fine meraviglioso

“un uomo che ha un idea nuova è uno svitato finchè quell’idea non ha successo”

M. Twain

Non sono solo parole

Ci sono molte parole che sto abbracciando in questo periodo, sulle quali si potrebbero scrivere molte cose, e spero, prima o poi, di farlo in qualche modo.

Dedizione
Disciplina
Abitudine
Leggerezza
Attaccamento
Consapevolezza
Creatività
Accettazione
Motivazione
Risultati
Obiettivi

Ognuna di esse è uno stimolo fortissimo, è una chiamata all’azione, in ogni momento della giornata. Inoltre è un meraviglioso lavoro interiore poter legare queste parole alla corsa, e vedere cosa capita, potermici riflettere dentro, come nella quotidianità, così nelle sessioni di corsa.

Non contento di correre una media 40-50 km a settimana, ho iniziato un percorso di formazione come Coach, con ICA, che mi sta donando molto entusiasmo, e molti momenti di consapevolezza, grazie ad un gruppo di lavoro davvero dinamico e straordinario. Pensavo come sarebbe veramente molto bello poter coniugare i due percorsi di crescita, in prospettiva di una professione futura. Il solo pensiero mi riempie di adrenalina e mi invita, di nuovo, all’azione. Mi rendo conto che il lavoro da svolgere è moltissimo, ma le idee e la voglia di fare non mancano. Magari potrei essere abbastanza lento nell’apprendimento, ma ho la certezza di avere addosso tutti gli strumenti giusti per potercela fare.

coachE in relazione a quanto appena detto penso che solo quando si rimane in totale stato di apertura, nei confronti della Vita (intendo il “fare senza fare”, l’accogliere senza giudicare), qualcosa di meraviglioso si rivela sempre, accadono cose che non possono far altro che aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi ultimi o parziali.

Ed è quello che in piccolissima parte è accaduto giusto ieri: mi propongo un 10 km lenti, dato che – causa diluvio e freddo intenso – per due giorni non mi sono mai mosso. Ho fatto fatica a non avere “ansia da prestazione”, a far correre, al mio fianco, la leggerezza, il non preoccuparmi del tempo, della prestazione. Nel momento stesso in cui ho lasciato andare queste preoccupazioni, la sessione ha preso un’altra piega, regalandomi risultati davvero inaspettati, e come al solito, al termine, stavo meglio di quando avevo iniziato!! (è questa la cosa che mi dà più gioia del correre!)

Ecco quindi che qui, in questa mia piccola esperienza/palestra di scrittura, i due principali inquilini diventano

  • “diventare coach”
  • “diventare un buon runner”

un percorso di apprendimento che non ha mai fine.