Caro Kipchoge….

…ti scrivo perché ne sento l’esigenza. Si è già detto di tutto e di più in relazione alla tua presenza a Vienna, quindi non mi dilungherò molto a dire quanto mi sia emozionato nel vederti compiere un impresa che non ha precedenti. O forse…….

Vorrei chiederti: cosa hai “sentito”, dentro, durante quest’impresa?

Perché vedi, avere una squadra di ben 41 lepri che si davano il turno a tagliarti l’aria, la strada perfettamente piana, dritta e nessun ostacolo, avere una macchina che con un laser ti indica quanto “forte” non andare, beh, non nascondere che ti piace vincere facile. Voglio dire: saresti capace di farlo in una competizione ufficiale? Saresti capace di lottare col tuo avversario, dentro e fuori di te? In tal caso veramente ti innalzerei sopra l’olimpo degli Dei.

Vedi oggi ho corso per il secondo giorno di fila un piccolo circuito di 19km con circa 500m di dislivello e per quanto non avessi forze, le gambe debolissime, ho SCELTO di divertirmi a dare il massimo tant’è che mi son migliorato di quasi 10 minuti, senza lepri e senza auto con laser guida. Sono andato oltre ogni mio limite, e, onestamente? non vedo ora di pormene uno nuovo, ostacoli compresi, senza lepri.

Voglio “sentire”!!!

Caro Kipchoge, non voglio dire che tu non abbia sofferto (per carità, in realtà avevi un viso talmente rilassato all’arrivo….), non abbia lottato per un obiettivo altissimo, non abbia incontrato ostacoli, e che non abbia dato il massimo. Tutt’altro!! Mi hai insegnato un sacco di cose, tra cui la più importante è….

NIENTE SCUSE!!! Ora veramente non ho più scuse per andare oltre, per fare quel passo in più verso……! …e di questo ti sarà immensamente . grato, sei stato di grande ispirazione!

…però la curiosità, però, rimane….”cos’hai sentito, dentro, durante la tua impresa?”

In attesa di tuo cortese riscontro, con profonda ammirazione e rispetto, tuo fan Stefano

Rovigo in Love 2019

Mi sembra sia trascorsa una vita dall’ultima volta che ho indossato un pettorale durante un evento podistico, e diventa sfidante rivivere questa esperienza in una città che, seppur mi abbia dato i natali, non ho mai amato. L’evento ludico motorio quest’anno, in particolare, ha richiamato quasi mille persone in più rispetto all’edizione precedente, con qualche evidente difficoltà. A disposizione dei partecipanti 3 percorsi: in miglia 3 – 5 – 7 e la classica 10 miglia, mio obiettivo primario.

Un pò di emozione e di agitazione alla partenza non guastava: in generale sento e vivo molto l’energia del gruppo. Non potevo però nascondere un certo nervosismo essendo abituato alla mie sessioni solitarie e silenziose: ritrovarmi in mezzo a tutta quella confusione, ripeto, mi stava mettendo veramente in difficoltà.

In generale, durante un evento podistico, la vivo nel seguente modo: una primissima parte (un paio di km non di più) durante la quale si sgomita per farsi spazio, e si fa qualche slalom per superare chi parte a rilento. Una seconda parte durante la quale vado ad individuare un punto di riferimento: una persona che vada la mio stesso ritmo, così stacco completamente tutto, mi estraneo totalmente, mi sconnetto e mi godo la strada. Un’ultima parte durante la quale abbandono la mia lepre ed inizio la progressione finale. Un pò così è stato anche qui…

Appena usciti dalla piazza principale e dalla musica frastornante vengo subito avvolto da un silenzio, al quale tanto anelavo, dettato solo dal ritmare delle scarpette sull’asfalto e dai primi respiri ansimanti dei podisti più agguerriti, della domenica. Tra uno slalom ed un paio di sgomitate, in breve trovo la mia lepre (Arianna, ex triatleta) che tiene un ritmo piacevolmente allegro, ma molto rilassato, al quale tengo testa con disarmante facilità. Tra una chiacchera e l’altra arriva però il momento in cui ci separiamo (io proseguo per le 10 miglia mentre lei si limita a 7). Diventa interessante osservare allora come funziona la mia mente senza più riferimento, ed il tipo di ascolto interiore e consapevolezza cambiano quasi radicalmente. Emozionante è transitare per il paesello dove son cresciuto, e ancor più emozionante è visitare l’interno dell’ imponente parco che ospita l’ex manicomio, dopo poco più di 30 anni.

Rovigo in Love 2019 approach to finish line

E’ ora di buttare uno sguardo al chilometraggio, e uno sguardo interiore per conoscere le riserve necessarie ad iniziare una bella progressione finale. Una progressione che diventa di una bellezza straordinaria: sento fluire dentro di me energie che avevo dimenticato di avere, sento le persone attorno a me che stanno dando il tutto per tutto in prossimità dell’arrivo, tengo ritmi estremamente elevati, e non posso fare altrimenti che continuare a dare il massimo. Dimenticavo però una cosa: essendo un evento ludico-motorio l’afflusso delle persone in prossimità del traguardo è disordinato e non interessato al tempo così diventa ancor più difficile lo sprint finale, che perde l’apice della sua bellezza nel momento stesso in cui mi rendo conto che gli ultimi 400m sono tutte curve costringendo così ad uno sforzo maggiore per non perdere lo slancio.

Un altro momento che amo particolarmente è subito dopo l’arrivo: la scarica di adrenalina è ancora in circolo, le endorfine sono ad un livello elevatissimo e la consapevolezza del tuo corpo, dei tuoi muscoli, del tuo respiro sono al massimo, ti senti vivo, potente! Ed ogni volta mi stupisco di come il mio cuore recuperi con estrema facilità.

Ora il passo successivo, i numeri. Sento di aver superato me stesso, senti di aver creato nuovi limiti, di aver realizzato dei primati personali, e quando cerco conferme leggendo il report, rimango inebetito da quanto abbia migliorato. I tempi sono molto molto più bassi di quanto avessi percepito. Rimango letteralmente senza parole, e mi lascio coccolare da questa sensazione che di certo non abbandonerò nelle prossime ore.

Mi rimetto in sesto con una doccia rigenerante e Thai – stretching …carta, penna, e, nel silenzio del soggiorno sento che è giunto il giusto tempo di pianificare un calendario e preparare cose serie!!

Quale sarà il prossimo limite da superare?

Minimalismo

Questo blog prende una piega diversa, pur non perdendo la sua gentilezza e la sua genuinità, pur non smettendo di correre, pur non smettendo di viaggiare, fuori e dentro me. Cosa è mai successo? Grazie al mio compagno di classe Fabio, ho conosciuto James Clear, e grazie a James Clear ho conosciuto lui. SBAM!

…mi son sentito da subito ispirato e soprattutto sfidato. Ogni suo video è fonte di riflessione e stimolo all’ azione. Del resto, si sposa bene con il percorso di formazione e crescita che sto facendo nell International Coach Academy, e, allo stesso modo, con il senso di questo blog principalmente dedicato allo sviluppo personale.

In questo video Matt spiega il suo senso della parola MINIMALISMO, o essenzialismo, o intenzionalismo, la stessa cosa. Ma in queste parole, cosa conta veramente? “-ismo” è di sicuro la parte che ha meno valore. Quindi la domanda che pone Matt è:

Quanto tempo spendiamo in cose che non sono importanti? Qual’è la nostra definizione di successo?

Ho scoperto ci sono persone che si sfidano, viaggiando il mondo con soli 25 oggetti, e per quanto io sia in giro da oramai 20 mesi zaino in spalla, il processo “di pulizia” ha già lavorato in profondità, d’altra parte mi rendo conto che c’è ancora molta strada da fare: ad esempio se mi rubassero le scarpette da corsa? o se rompessi il pc?

Ecco allora il passo successivo: se il minimalismo è di supporto per trovare e realizzare la propria idea di successo, qual’è la mia definizione? Con molta semplicità sorge in me questo pensiero:

Il successo è riuscire a rimanere nel fluire degli eventi, senza attaccamento, senza avversione, è rimanere coerente coi propri principi, coi propri valori. Il successo è aderire alle priorità che mi prefiggo, ma soprattutto… soprattutto è avere il coraggio di fidarsi del proprio sentire

Qual’è la vostra definizione di successo? Qui di seguito c’è spazio per i vostri commenti

My goal-plan in 2019 part-1

achievement

Non è mai tardi per pianificare gli obiettivi dell’anno, anche perché dove sta scritto che dev’essere fatto solo ed esclusivamente nel primo giorno dell’anno? Mentre sfogliavo il diario dell’anno precedente scovo un qualcosa che mi ha incuriosito, tanto da riprenderlo in mano e condividerlo, con molta semplicità.

Goal-plan 2019

  • do more …ThaiYoga
  • do less … “do”
  • travel to …India for the first time
  • become …a certified coach
  • achieve …my first marathon
  • release …my perfectionist part
  • gain …the best part of me
  • eliminate …some memories
  • delegate …the limit that i can’t menage
  • create …the best part of me
  • improve …my foreign-language skill
  • learn …to play my zefirodrum
  • read …36 books (you can follow me here)
  • make …pushup (from today till the end …maybe 3500?? yes …i’ll do it!!)
  • embrace …a new side about travelling
  • organize …my first workshop about running
  • simplify …my mindset
  • practice …more habit on the morning

…e il vostro piano d’attacco per l’anno nuovo?

Emozionarsi

Ho imparato in questi ultimi mesi a cercare, trovare, perdere e ri-cercare una sorta di compromesso tra l’essere sognatore romantico e l’essere logico e razionalmente reale; è bello però, ogni tanto, farsi cullare nei sogni, desideri, ma non nelle aspettative.

Esiste una gara di trail ( = correre immersi nella natura ) che ho posto nell’olimpo dei sogni da realizzare, sia per la location ( isola della Palma – Gran Canarie ), sia per il numero di partecipanti, e di conseguenza l’organizzazione davvero completa, sia per il percorso (si circumnaviga il vulcano dell’isola, per non parlare dei 1000m. di dislivello che si corrono in discesa nel giro di pochissimo), sia per le emozioni che si possono e potrebbero vivere lì. Parlo della Transvucania.

Esiste una ragazza, un’atleta che seguo su YouTube (da quando ha corso la sua prima maratona), il cui sorriso è incredibilmente solare, è di Valencia (motivo in più per seguirla: esercitare la comprensione dell’idioma spagnolo), e, tra le sue tante esperienze di corsa in giro per il mondo, ha corso l’ultima edizione della gara appena citata. Lei si chiama Maigualida Ojeda Pérez.

In questo periodo della mia vita le emozioni, in generale, le vivo in modo esponenziale, e quando ho visto il video (anche se mosso non importa, conta quello che ha comunicato), in particolare l’arrivo, non lo nascondo, e non mi vergogno: ho pianto….

PS: la prossima edizione della Transvulcania è l’11/05/2019…… Chissà!

Sardegna W.I.P.

(ITA) Mancano 122 giorni da oggi e l’ Hashtag da seguire è #cammino100torri
Semplice….
Lo spero…..

Tutto nasce da quel problema che vivono molti dei quali hanno avuto la fortuna, o la disgrazia (a volte questa è molto dolce), di vivere il Cammino di Santiago. Si torna a casa con quella che può essere definita quasi una malattia: un bisogno insaziabile di continuare a camminare.
Che atto rivoluzionario: camminare!
Sentire i polmoni lavorare come mantici, le gambe girare a giusto regime, il sole che ti brucia la pelle, la Natura, tutto è perfetto.

Ovviamente si può benissimo immaginare come, dopo due mesi e mezzo nella penisola iberica, questa voglia sia diventata particolarmente insaziabile, nel mio caso, e così sono andato a caccia di esperienze da compiere, terre nuove da calpestare, nuovi visi da guardare e nuove storie da ascoltare.

Proprio quando mi ero dato per spacciato, ecco che sbuca fuori dai social network proprio quello che cercavo: il periplo della Sardegna a fine febbraio! Un giro a piedi che porta via quasi due mesi e poco meno di 1300km…. (!!), un percorso che praticamente non abbandona la vista del mare, andando a toccare 100 torri costiere abbandonate che costituivano, a suo tempo, per l’isola, il sistema difensivo, di comunicazione e di avvistamento. Un percorso in una terra a me completamente sconosciuta, che mi attira particolarmente.

Impiego solo un paio di giorni per capire se e come aderire all’iniziativa, così contatto N.M. (principale responsabile del progetto), per avere maggiori informazioni. Rimango coinvolto dalla sua simpatia, dalla determinazione e da tutto il suo progetto, un grande progetto. Tanto che entriamo subito in sintonia, ipotizzando così una collaborazione che si preannuncia davvero interessante.
Il gioco, a questo punto, è molto semplice: rimanere in attesa, contare i giorni, immaginare, sognare.

Per approfondimenti consiglio caldamente di visitare il loro sito (www.cammino100torri.com)

 

(ENG) There are 122 days out of now and the Hashtag to follow is #cammino100torri Simple….
I hope…..

Everything come from the problem that many of whom have had the luck or misfortune (sometimes this is very sweet), to live the Camino of Santiago. You go back home with almost a disease: a never-ending need to keep walking.
What a revolutionary act: walking!
Feeling the lungs work like bellies, legs turn right, sun burning your skin, nature, everything is perfect.

Obviously you can imagine how, after two and a half months on the Iberian’s experience, this desire has become particularly insatiable in my case, and so I went on hunting for experiences to do, new lands to walk, new faces to look at and new stories to listen.

Just when I thought I was out, what I was looking for was coming out of the social: a incredible trip Sardinia at the end of February! A walking tour that takes away almost two months and just under 1300km …. (!!), a route that virtually does not leave the sea view, going to touch 100 abandoned coastal towers that were, at the time, for the island, the defensive, communication and sighting system. A path to a land completely unknown to me that attracts me particularly.

I use a couple of days to understand if and how to join the initiative, so contact N.M. (principal project manager), for more information. I remain involved with his sympathy, determination and all his project, a great project. So much so that we immediately come in tune, suggesting a very promising collaboration.

The game at this point is very simple: stay in wait, count days, imagine, dream.
For further information, I highly recommend visiting their website (www.cammino100torri.com)

Meditation time

(ITA)

Non c’è una tappa zero, o prima tappa. Semplicemente…la successiva.

Per la tappa, appunto, successiva, di questo peregrinare alla scoperta di me stesso e alla ricerca di storie da ascoltare, ho optato per una soluzione più riflessiva, meditativa. Così sono tornato in un contesto molto speciale, a 20 Km. da Rosignano (prov. di Livorno).

Un luogo che chiamo (anche questo) “casa”.

Un luogo di silenzio, di pace, un vero e proprio angolo di Tibet, circondato dalle meravigliose colline toscane.

Negli anni 70 una famiglia dona il loro podere ad un Lama che, grazie al lavoro di volontari viene trasformato così in uno tra i più importanti centri, a livello europeo, per la preservazione di quel ramo della filosofia buddhista che viene chiamata Mahayana (in parole povere si ragiona sul fatto che la nostra felicità passa solo ed esclusivamente attraverso la felicità degli altri, dando quindi a loro la priorità e la nostra più totale attenzione)

Quando torno qui, ho possibilità di ritrovare un pò di equilibrio, ho possibilità di ascoltare il silenzio, di lasciar la mente fluire, e quindi di riprendere contatto con la parte divina che risiede in ognuno di noi. In particolare ho anche bisogno di cominciare a creare una certa progettualità per il futuro, e soprattutto, dopo un difficile ritorno in terra Italiana, a ritrovare quella parte di me stesso con la quale avevo ottimi rapporti, durante la mia esperienza iberica.

Nel momento stesso in cui si lascia fluire il corso di eventi, restando con una mente aperta, in accoglienza e non giudicante, si ha inoltre la possibilità di vivere vere e proprie magie.

Mi spiego meglio: per un evento importante qui all’Istituto, sono arrivate persone da tutta Europa. Nel dialogare con alcune di esse ho capito di avere molte opportunità in posti che nemmeno avrei immaginato. Queste magie accadono anche semplicemente prendendo un tea: arriva questa cara persona che non vedevo da molto tempo, e con la più totale innocenza scopriamo che per l’inverno ci sono ottime possibilità di condividere gli stessi programmi, che a loro volta aprono nuove prospettive e così via, come le ramificazioni di un albero.

Ieri avevo bisogno di staccare un pò da tutto e da tutti, così mi sono andato ad infilare in un mio segretissimo angolino nascosto, tra i vigneti, solo per poter ascoltare il cielo e guardare il silenzio.

Accade allora che il respiro rallenta, la consapevolezza dello spazio circostante aumenta, e solo allora nasce quel sorriso che sorge dal cuore , che ti fa sentire in profonda connessione con l’ambiente circostante e la Natura.

Solo allora si può Ascoltare.

Solo allora si trova la consapevolezza di quale sarà il passo successivo.

(ENG)

There is no zero step or first step. Simply … the next.

For this step of peregrinating to the discovery of myself and the search for stories to listen to, I opted for a more reflexive, meditative solution. So I returned to a very special setting, 20 Km from Rosignano (Prov. Of Livorno).

A place I call (also this) “home”.

A place of silence, peace, a true corner of Tibet, surrounded by the wonderful Tuscan hills.

In the 1970s, a family gave their farm to a Lama who, thanks to the work of volunteers, became one of the most important centers of all Europe for the preservation of that branch of Buddhist philosophy called Mahayana (simply think that our happiness passes only and exclusively through the happiness of others, giving them their priority and our greatest attention).

When I come back here, I have the opportunity to find some balance, have the opportunity to listen to silence, to let my mind flow, and then to get back to the divine part that resides in each of us. In particular, I also need to start creating some planning for the future, and above all, after a difficult return to the Italian land, to find that part of myself with which I had great relationships during my Iberian experience.

At the same time that the course of events is left to flow, with an open, welcoming and non-judgmental mind, there is also the chance to live true magic.

Let me explain better: for an important event here at the Institute, people from all over Europe have arrived. In conversation with some of them I realized that I had many opportunities in places that I would not have imagined. These is also happen by simply taking a tea: this dear person who I have not seen for a long time comes, and with the utmost innocence we discover that for the winter there are great opportunities to share the same programs, which in turn open new perspectives and so on, like the ramifications of a tree.

Yesterday I needed to away from it everything and everybody, so I went into a mysterious hidden corner, in the vineyards, just only to hear the sky and watch the silence.

It happens then that the breath slows down, the awareness of the surrounding space increases, and only then does that smile come from the heart, which makes you feel in deep connection with the surrounding environment and Nature.

Then you can Listen.

Then is the awareness of what will be the next step.

#ardeGalizia #nuncamais

(ITA) Ricordo la cena della vigilia di Natale del 2013 quando con grande sofferenza vidi le immagini strazianti del tetto in fiamme della Cattedrale della Vergine Maria a Muxia, e l’estate seguente avrei avuto la possibilità di vivere il mio primo Cammino di Santiago, vedendola così dal vivo..
Galizia, veramente impossibile non innamorarsene.
Dopo averla visitata da est, ovest, dal nord col meraviglioso Cammino Inglese, non mi rimaneva altro che la Galizia del sud (a tempo debito arriverà un post dedicato a questa esperienza). Una sorpresa unica: paesaggi di una bellezza assurda e gente di un’ospitalità genuina.
Spiegare il verde che permea queste terre, spiegare la magia che vibra quando si cammina immersi in questi boschi, aspettando di veder apparire elfi da un momento all’altro, è impossibile…

Ed ora scoprire questa cosa, che sta accadendo in queste ore è, per me, di una sofferenza unica: le mie scarpe puzzano ancora di quel bosco, di resina e di aghi di pino, di foglie di eucalipto…è difficile trovare le parole corrette in un momento come questo, così lascio parlare le immagini…solo alcune tra le centinaia che ho collezionato.

 

(ENG) I remember the Christmas Eve dinner of 2013 when I saw with great pain the fiery images of the burning roof of the Cathedral of the Virgin Mary in Muxia, and next summer I would have had the chance to live my first Pilgrimage to Santiago, seeing it alive ..
Galicia, really impossible not to fall in love.
After visiting it from east, west, and from the north with the wonderful English Path, I was left alone in southern Galicia (a time dedicated to this experience). A unique surprise: landscapes of absurd beauty and people of genuine hospitality.
Explaining the green that permeates these lands, explaining the magic that vibrates when you walk immersed in these woods, waiting to see elves appear from one moment to the next, it is impossible …

And now finding out what’s happening in these hours is, for me, only one suffering: my shoes still stink of that forest, resin and pines of grapes, eucalyptus leaves … it’s hard to find the words corrected at a time like this, so let me talk about the pictures … just some of the hundreds I picked up.

Tempo – Time (Biennale Venice)

(ITA) Venezia, la capitale mondiale dell’Amore, dista solo un’ ora di treno dalla mia città. Oltre ad essere una incredibile palestra per la fotografia di strada è anche sede di importanti eventi culturali come la mostra del cinema e la Biennale d’arte contemporanea che si svolge in un contesto che amo moltissimo (giardini e arsenale).

Biennale Venice 2017

Lorenzo Quinn on Ca’ Sagredo

Quest’anno, per molti ragioni, ho potuto partecipare solo alla Biennale, e per pochissimo tempo, assieme ad una persona molto cara.

La mia ignoranza in campo di arte contemporanea è abissale. Quello che però mi attira di questo evento è il lato emozionale, e in particolare quando sei parte integrante dell’opera, puoi cioè interagire con essa.

 

 

 

Nel visitare il padiglione coreano entriamo in questa saletta arricchita di 600 orologi, e su ognuno è stato scritto nome, paese, anno, professione. Ovviamente rimaniamo affascinati e rapiti, mentre ci chiediamo il significato delle diverse velocità delle lancette, notando in particolare un orologio che va’ più veloce degli altri (qui il video).

sdr

Lee Wan – Padiglione Korea

Senza bisogno di perdere tempo a cercare e leggere la microscopica seminascosta spiegazione, una inaspettata risposta arriva da un’ adolescente di passaggio.

“eh, va così veloce perché magari è appena nato!”

La risposta più bella che potevamo ricevere!!

E’ importante sapere il vero significato dell’opera?

 

(ENG)Venice, the world capital of Love, is just an hour’s train from my city. It’s also an amazing street photography gym, and there are important cultural events such as the famous exhibition of Cinema and the Biennial of Contemporary Art, which takes place in a context that I love very much (gardens and arsenal).
This year, for many reasons, I was only able to visit the Biennale, and for a very short time, with a very dear person.

My ignorance in the field of contemporary art is abysmal. But what attracts me of this event is the emotional side, and especially when you are an integral part of the work, you can interact with it.

When visiting the Korean pavilion, we enter in the little room with 600 watches, and each has been written name, country, year, profession. Obviously, we remain fascinated and abducted, as we ask the meaning of the different speeds of the hands, observing in particular a clock that is faster than the others (here the video).
Without having to waste time searching and reading the microscopic half-hearted explanation, an unexpected response comes from a passing teenager.

“Eh, it’s so fast because maybe it’s just born!”

The most beautiful answer we could receive !!

Is it important to know the true meaning of the work?

 

Fine e inizio

(ITA) A volte hai bisogno di poco, a volte non hai nemmeno bisogno di perderti in labirinti di parole.

Respira

A volte basta solo restare in ascolto. E ti ritroverai pervaso di una tale gioia che urleresti da quanto bella è la vita, da quanto ne sei innamorato!

 

Alla fine di un viaggio lungo due mesi e mezzo, mi ritrovo seduto di fronte all’ Oceano Atlantico, in un luogo che chiamo “casa”.Mi ubriaco del suono delle onde, e dei colori del cielo. Tutto ha fine, ma è proprio la parola “fine” che si rivela essere l’inizio di un qualcosa di nuovo per me. L’inizio di un nuovo viaggio, di molti nuovi viaggi, fuori e dentro me.
Un passo alla volta.

Nessuna pretesa, nessuna aspirazione.

 

(ENG)

Sometimes you need little, sometimes you do not need lost yourself in mazes of words. Breathe…..  Sometimes just keep listening. And you will find yourself overwhelmed with such joy that you would imagine how beautiful life is, how much you are in love!

At the end of a two-and-a-half-mile trip, I find myself sitting in front of the Atlantic Ocean in a place I call “home.” I drunk at the sound of the waves and the colors of the sky. Everything is ended, but it’s just the word “end” that turns out to be the beginning of something new for me. The beginning of a new trip, of many new trips, outside and inside me.
A step at a time.

No pretense, no aspiration.