A lost or a win

Cosa succede quando “giudichiamo” un evento, o quando non raggiungiamo gli obiettivi? E quando otteniamo incredibili conquiste? Non facciamo altro che fissare un lato della medaglia senza renderci conto che la medaglia è sempre la stessa, indipendentemente da che lato la osserviamo, non cambia: stessa forma, stesso materiale. Quindi, cosa succederebbe se potessimo fissare l’intera medaglia, nella sua interezza, anziché solo una parte? E’ quello che è successo oggi a me….

La sfida che mi è stata proposta oggi è stata di salire senza cronometro e vedere cosa sarebbe capitato!! Le sensazioni che si sono accavallate sono state tantissime: a tratti mi sono sentito un pò come Smeagol del Signore degli Anelli che non vuole lasciare andare l’anello.

Inizio la sessione, tutto fila stranamente liscio e i ritmi sembrano davvero allegri e sostenuti, non sento l’assenza del cronometro, il che è davvero curioso, ma le noie iniziano quando sento pizzicare il tibiale anteriore…”Ahi!!” …continuo a salire e il fastidio rimane, ma dall’altro lato salgo con una facilità che sembra essere disarmante, la sensazione è di un miglioramento rispetto alla sessione precedente (molto banalmente: corro tratti che l’altro giorno camminavo). La testa comincia allora a fare il suo sporco lavoro: “invece che fare solo allenamenti in salita, perchè non provi a variare un poco? Intanto hai male, perchè devi forzare? al 10km o prendi un tuktuk (taxi locale) e torni, oppure…….”. Ed io “oppure cosa?” e lei “oppure sperimenti e scendi, così fai lavorare il muscolo in modo diverso e ti riposi”…Interessante!!! Inizio così un’allegra discesa a rotta di collo, con le gambe che giravano come una biella di una locomotiva a vapore, e respiro, e riposo e ….sorrido!!! Già, sorrido perchè sto bene!! Arrivo in fondo alla discesa che mancano ancora 4km alla fine, e…..continuo!!! Accidenti, mi rendo conto che così farei una mezza maratona!!! Dall’emozione mi devo fermare un attimo, e le prime parole che sorgono sono “STOBENISSIMO!!!!! che bella discesa, ottimo lavoro Stefano!! Davvero ottimo lavoro!!!”

…e il cronometro?? la mia risposta è Quanto importante è il “controllo”? oggi ne ho avuto la conferma. Faccio mie con umiltà, le parole del mio allenatore

Osserva come siamo condizionati da un orologio, e come siamo portati “fuori”, mentre il deprivarci di riferimenti ci dà l’opportunità di tornare “dentro”, ed esplorare l’ignoto. Ottima prestazione, bravo!

Giorgio

Ecco come la perdita di un obiettivo prefissato (arrivare in cima e fare i miei “soliti” 15km) è diventata una conquista (aver incassato una mezza maratona!)…eppure la medaglia è sempre la stessa!!


Photo by Todd Ruth on Unsplash

Wat Phrathat Doi Suthep – attempt#2 (almost win)

Al contrario di quel mi aspettassi, già al secondo tentativo, ottengo un miglioramento incredibile, ed entusiasmante. Anche adesso che scrivo, e contemplo la cima, sulla quale poche ore fa giungevo trionfante e senza una briciola di fiato, mi emoziono all’idea. Il mindset, questa mattina, era del tipo: “mettiamo in pratica quello che abbiamo imparato in questi giorni” : la teoria del guadagno marginale (e la esplorerò più avanti in dettaglio), ossia, in parole semplicissime, se migliori ogni aspetto della tua attività dell’ 1% ogni giorno, per un anno, alla fine del periodo avrai migliorato di circa 37 volte! Suona bene, no?!

Ok, parto, rilassato, tranquillo! mi sento bene e proseguo sul ritmo, conosco la strada e so quando inizia la salita, le pendenze inizio a conoscerle quasi a memoria, almeno sino al “view-point (km 10,3)”. Al 6km inizio a sentire un pò di fatica, ma dopo un check-in delle energie a disposizione capisco che posso proseguire tranquillo sino alla sosta. Qui succede un bellissimo patatrac: mi fermo per prendere i sali, controllo i parziali e quasi ci rimango! Ho migliorato di quasi 15 min!!!!!!!!!! …e mi sento ancora bene. Questa botta di felicità mi fa fare il primo errore: “Dai stai andando bene, vedi di gestire le energie rimaste e motivati con un pò di musica”…..ok…metto la playlist giusta, ma …. è troppo giusta! e senza accorgermene comincio a volare…un troppo…in salita ed ovviamente la pagherò cara, ma …sinceramente??? non me ne importava un bel niente, perchè STAVO BENE, ero Felice.

Arriva il muro dei 500m finali e qui crollo: a momenti lascio un polmone per strada, e mi sento il cuore in gola, ma penso al mio mito (Kilian Jornet) e cerco di dare tutto quello che non ho, ma niente da fare, mi pianto! Me la prendo serenamente e faccio gli ultimi 100m camminando.

Fermo il tempo e…. mi son migliorato di ben 3 minuti!! Se penso che è solo il secondo tentativo, e consapevole degli errori fatti, non posso essere che soddisfatto. In dettaglio, se faccio due conti veloci mi sono migliorato poco più dell’ 1%!!!

Obiettivo raggiunto! Quale altro limite posso andare ad esplorare ora?

Wat Phrathat Doi Suthep – attempt#1

Cosa succede quando corri?? E’ una faccenda privata: ti chiudi dentro una sorta di mondo che solo tu crei, che solo tu vivi, e che solo tu gestisci e sai cosa accade o cosa potrebbe accadere E’ contesto molto delicato e fragile, come una bolla, nel quale vai alla scoperta di stesso e ti ritrovi, a volte, ad affrontare cose poco piacevoli, ma sei solo sulla strada e ad esse non puoi sfuggirvi.

La corsa è una faccenda esclusiva per persone solitarie. Anche quando sei in una competizione, siamo onesti: potrai avere il compagno a fianco o un anonimo atleta di fronte a te che ti dà il ritmo, potrai percepire l’energia del correre in gruppo (che è adrenalina pura a volte), ma i crampi, la fatica, le emozioni, la gioia, la sete, il freddo, le senti solo tu.

Oggi, con una certa fatica, parto e decido di salire al tempio, costi quel che costi. Capita così che quando la motivazioni stia calando, come un meccanismo entra in testa un mantra “non esiste fermarsi, è un viaggio di sola andata”, così senza accorgermi miglioro i tempi dell ultima sessione sino al punto panoramico/di ristoro. Sto bene, le energie fluiscono correttamente inoltre…”è un viaggio di sola andata”, così riparto senza troppo preoccuparmi dei tempi e con sorpresa la strada presenta falsi piani che percorro agevolmente al trotto. Ma arriva l’ultimo km e la stanchezza si fa sentire, così il dialogo interiore entra nel clou

-IO “ok dai, il grosso è andato, posso fermarmi qui, son stanco”

– LA VOCE DI GIORGIO (il mio allenatore) – nella mia testa, in modo così cristallino che quasi prendo paura – “ahahahah (ride con strafottenza) adesso ti fermi, che manca 1 km? muovi quel culo!!!! e smetti di lamentarti AHAHAHAH ma lo sai che è proprio nell’ultimo km che sta tutta l’essenza dell’allenamento?? ” ….

così riparto, ed in qualche modo obbligo i polmoni ad allargarsi ulteriormente per assorbire aria, e cerco in qualche modo di far muovere le gambe che sono pesanti, mentre la strada si inerpica in modo improvviso. Non so da dove trovo energie per un ulteriore sprint ma sono alla fine, in riserva. NON ESISTE!! sino a quando l’orologio non segna cifra tonda nel km non mi posso fermare. Gli ultimi 150m diventano un meraviglioso incredibile entusiasmante inferno nel quale le fatiche d’Ercole sono nulla nei confronti alla fatica di far girare la respirazione

Scalinata!!!!!

…50m

dai che manca un niente!!!……. e fine!!! mi siedo sugli scalini, qualche occidentale mi guarda e sorride, mentre ho lo sguardo perso nel vuoto per godere totalmente e appieno la sensazione vissuta, da memorizzarla, da tenerla stretta e non farla scappare più: godere del corpo fradicio, della pelle cotta dal sole, del respiro che con velocità sorprendente ritorna al suo ritmo normale. Ce l’ho fatta!! 680m di dislivello positivo!! Numero pazzesco per essere uomo di pianura! … e questo mi dà una grande gioia se penso ai miei grandi miti che si mangiano 1000 e più metri di dislivello quasi ogni giorno, come fosse pane!!!

ho superato anche questo limite!!! …e se ho superato questo limite, quanti altri ne posso superare?? Fin dove posso arrivare? Che cosa mi ha dato la forza per arrivare sin qui? cosa mi ha permesso di non fermarmi??

Wat Phrathat Doi Suthep

Next step?? Impegnarsi a migliorare il tempo che ho impiegato ad arrivare sin lassù, sì. perchè ora che sono qui a contemplare la cima, sulla quale ero poche ore fa, la sensazione che provo è che….Ho le energie e le capacità per poter fare meglio di così!

Challenge ourselves (-20)

IL video qui sopra riprodotto by Matt d’Avella mi ha fatto riflettere e invogliato a scrivere questo post. Quanto è importante avere un obiettivo? Che cosa ci spinge a perseguirlo, con tutto il nostro essere, costi quel che costi? Che cos’è quel fuoco che ci e lo alimenta?


Il 2019 è appena iniziato, che i social network sono già bombardati di “farò questo e quello”, per poi ritrovarsi al prossimo 31 dicembre a non tirare le somme, magari essercene dimenticati, e rifare le stesse promesse che nemmeno l’anno venturo riusciremo a mantenere. Non ho mai amato questo periodo dell’anno….

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

A. Gramsci

E se invece ci ponessimo obiettivi raggiungibili e misurabili, in breve termine? cosa cambierebbe? Ad esempio: sono un accanito lettore e goodreads propone una sfida interessante: semplicemente porre l’obiettivo di quanti libri leggerò quest’anno. Consapevole che potrei leggere 24 libri l’anno?? Ok provo con 30!

Dobbiamo essere consapevoli dei propri limiti, penso quindi dovremmo porre obiettivi raggiungibili, che possano dare gratificazione, obiettivi che stiano di poco sopra sopra la nostra asticella del limite massimo, e con consapevolezza non provare attaccamento per essi. Con il giusto compromesso, non aver paura di andare oltre, di uscire dalla zona di comfort, che magari affrontiamo il pericoloso (sarcasmo mode ON) rischio di trovare noi stessi, o la felicità o qualunque altra cosa che abbiamo sempre desiderato raggiungere.

“OK mi impegno, VOGLIO dare il massimo per raggiungerlo, ma se non ci arriverò, perchè lungo il percorso accadono cose, ok, non succede nulla, sarò comunque contento e soddisfatto perchè sarò consapevole di aver dato il massimo”

Quindi la sfida che mi sono imposto, la mia confort zone dalla quale uscire, a partire da oggi….beh onestamente l’avevo in testa già da un pò, ma oggi è accaduto qualcosa dentro di me che mi spinge ad ufficializzarla, a renderla “pubblica” in modo da creare in me un ulteriore impegno e responsabilità… è semplicemente questa

challenge.png

1100 metri di dislivello in 15 km… che è “tanta roba” diciamolo….Ma è un tarlo in testa che non riesco più a togliere: non importa i tempi, ma DEVO salire lassù, di corsa! prima di tornare a casa.

E la vostra sfida SMART qual’è?

PS cos’è accaduto oggi che mi ha spinto a fare questa scelta? due cose in particolare: una è che ho ascoltato il mio mentore e maestro quando mi ha proposto le ripetute a piramide (nella fase di ritorno ho letteralmente preso il volo con tempi impressionanti), e la seconda è il video riassuntivo dell’anno appena trascorso, proposto da Strava (famoso social network degli amanti dello sport), che mi ha realmente impressionato. Davvero ho fatto così tanto?

Restart…ma seriamente! – day#2

Chi mi conosce, e chi ha già spulciato questo spazio, sa che una delle mie grandi insegnanti di vita è la corsa. Ne sono talmente innamorato, pur non essendo professionista, che aspiro a farne uno strumento di lavoro (anche se non so ancora come! AHAHA). 

Dopo un’eccessiva pausa forzata, dovuta a motivi di vario tipo, è venuto il momento di ripartire e ritrovare i miei 60-70km alla settimana che mi permettevano di toccare il cielo con un dito. Quindi stamane, dopo una notte in bianco causa jet-leg, si riparte, consapevole di dover ripartire da zero, di dimenticare per re-imparare, e soprattutto consapevole che il mio corpo, per quanto poco, ha ancora nella sua memoria un clima umido e freddo. Risultato?

Beh se si tiene conto di tutti fattori elencati sopra, e se si tiene conto che lo smartwatch mi ha dato noie col GPS portandomi a perdermi per la capitale, direi che 13km in 1:38 h non è andata poi così malaccio! Qui un pò di numeri.

Una cosa che apprezzo particolarmente, del prodotto che indosso, è che, data una posizione iniziale e dati i km desiderati, ti calcola un percorso random nelle proprie prossimità. Ecco allora che mi sono ritrovato con la fortuna di esplorare vie sconosciute delle città che visito e che ho visitato. Lascio quindi all’immaginazione di chi mi legge, immaginare le espressioni di onesta curiosità nei visi delle persone, per vie sconosciute di Bangkok, al mio passaggio. 

Sì, lo so, mettersi a correre in centro di una delle città più inquinate al mondo è una cosa che non sta né in cielo né in terra, ma da qualche parte dovrò pur iniziare no?! …se poi penso alla teoria spiegata in questo libro (nel quale in sostanza si dice che se mangi una rana oggi – cosa oltremodo schifosa – domani quale sarà la cosa peggiore che ti potrebbe succedere?), ecco che il tutto prende una luce differente.

…e voi, dove trovate le forze per fare una cosa che vi appassiona?

Day 0 part 2 Milano-Santiago de Compostela-Malpica

Finally we leave Milan at the sunrise, and after a very quiet flight of just over two hours we arrive in Santiago. The feeling is to breathe the air of home: everything is known to us, every corner of the city, the buildings, rituals and places where to quench the hunger of typical Spanish tapas. The emotions that we can read in the faces of the pilgrims who come, we know them very well: we were facing the cathedral to contemplate the facade that is finally free of scaffolding, when a group of pilgrims come to celebrate that near the stone km 0, they put in circle in a moment of great silence and concentration. The scene nails me to the ground for its great intensity and strength because I feel all their emotion and energy, as much so that I am moved to tears (and I still get excited, writing), my god, how I would like to be there with them!
A visit to the cathedral is a must, to greet the saint and to ask for support and protection for this unique adventure: the moment of meditation in front of the presumed remains of the saint is very strong and the emotions that vibrate in the air, yet another time, they are palpable.
Before saying goodbye to the city, we can not make the night more precious with a dance tour with the Tuna de Derecha (a very famous Galician group).

 

Finally Malpica, start of the #ocaminosdosfaros.
To reach the sea, to be in front of spectacular waves, the sun that warms our skin, spectacular food (pulpo feira, impossible not to eat it!): All this can impress on our faces bright smiles.
But it is too much time that I don’t run, and if the other guys decide to relax on the beach, I decide to dedicate the afternoon to an exploratory and regenerating race. It seems so strange for me to realize such a great and incredible dream: to run in Galicia !!!
Everything is so strange and surreal that it doesn’t even seem true: the eucalyptus woods, the gentle slopes of Galicia, the bright green pastures. Everything is magical, everything is perfect.

temporary_file2467021975650197847.jpg But tomorrow everything start to get serious. Tomorrow, the first day, I dedicate it to walking with my traveling companions, and then, from the second stage, away to run!

 

 

Day 0 part 1 Padova-Milano

Here we are!
The long awaited moment has arrived: i’m leaving for this new adventure, which has everything to give and to say. Although there have been some things that need planning, others have deliberately chosen to leave them “open” because I want to challenge myself and be challenged, and see what happens.
I liked manage to set up a team, made up of highly qualified people, who help me to live this little adventure to the full, and a piece of equipment that seems to me a good compromise between the essential and the efficient. (in a few time I try to write a post about it)

Wake up early and with a high-speed train I can travel, in a couple of hours, the distance Padua – Milan.
Milan, a city that honestly struggle to live: chaos, noise, frenzy, all too much for me. But I’m lucky to find a moment of peace during the lunch, when I meet a beautiful soul with whom I’m lucky enough to share my training in the world of Coaching. Words fly, like time, and it is already time to say goodbye.
My traveling companions arrive in a few minutes, with whom I will share a few steps, and you begin to breathe the air of Galicia, the desire to feel the sea, to breathe the grass, to feel the sweet weight of the backpack on the shoulders. ..all, within 48 hours it will take shape.

Tomorrow, second transfer.

The runner’s prayer

In this days, while I preparing my next adventure, I’m thinking about what run is for me. It’s a kind of meditation, so running is definitively a type of prayer. Simply asked google and I found this Italian prayer

Enjoy and free to share

Lord
make sure that in the magical quiet of solitary running,
as in the severe harshness of competition,
I can temper my spirit in addition to my muscles,
until it becomes limpid like rock water,
as generous as the sun that warms us.

Make sure that from the constant sporting practice,
I receive so much strength to overcome
the most difficult trials of life,
without ever knowing dismay,
neither discomfort nor despair.

Over one hundred races only one victory grant me,
the one on myself,
on my weaknesses,
on my inadequacies.

Give me sober burden
as it is suitable for those who run,
but grant me to live today
the infinite beauty of what surrounds us.

Allow finally, that at the end
of this heady race named Life,
may I, serenely,
give the witness to other younger ones,
pleased to continue interrupted my song of Your glory.

And so be it.

from: Giuseppe Conforto

Fondo lento

Mentre sto valutando una spesa da fare per realizzare video o foto decenti durante il mio vagabondare  e/o correre (go pro? drone? nulla?), ho ripreso in mano il significato di “fondo lento”. Nel senso che non l’ho mai fatto come si deve.
Il fondo lento per definizione è una corsa lenta, quindi fondamentalmente rigenerante e di lunghissima distanza (generalmente per chi prepara una maratona si parla di 22 – 30km). Serve anche ad allenare le fibre lente e abituare il corpo a consumare il meno possibile sulle lunghe distanze (maratona appunto).

Probabilmente la persona che segue i miei allenamenti me l’avrà anche detto, ed io, testa dura, non l’ho mai ascoltato. Ma ieri è scattato qualcosa di diverso, strano, nuovo, che non riesco tutt’ora a definire e verbalizzare (di solito il concetto di andare lento mi è davvero estraneo, cioè mi porto sempre a spingere, sino al limite, e invece……)

Ieri era una giornata veramente grigia, e rischiavo di rimanere chiuso in stanza tutto il giorno, ma ad un certo punto, con un giusto colpo di reni, ho deciso: “proviamoci!! Accidenti a me!”, così parto senza aspettative e con determinazione e disciplina a non staccare gli occhi dall’orologio per non “andare troppo forte” (un fondo lento andrebbe eseguito a circa 45 sec. in più rispetto al ritmo di gara previsto).

Fondo lento

Questa preziosa combinazione mi ha dato quindi un bellissimo regalo: totale rilassamento, puro divertimento, e possibilità di godere del magnifico paesaggio della baia di Santander. Ma la cosa più bella è che la mia mente si è ingannata da sola, entrando in una sorta di loop di felicità (cosa che dovremmo fare sempre nella nostra quotidianità, abituarci alla felicità): ho iniziato a dirmi “accidenti come sto bene e come sono rilassato” e nel ripeterlo, stavo sempre meglio, man mano che macinavo strada. Al 15km mi sentivo altri 10km sulle gambe e questo mi ha stampato un bellissimo sorriso da ebete in viso! Più andavo avanti e meglio stavo, sino al 17°km quando ho cominciato a staccare gli occhi dall’orologio, e nel modo più leggero possibile, ho lasciato che le gambe girassero da sole ad un ritmo decisamente più allegro, consumando però, nel giro di poco, le energie rimaste. Se da una parte mi spiace perché sarei arrivato tranquillamente almeno a 25km all’ altra ho vissuto una felicità che non ha eguali, che solo la corsa, in un contesto come la costa della Cantabria, ti può donare.

Piccolo Principe ONLUS e Salomon Running Milano (help request)

Piccolo Principe Cooperativa Sociale è una cooperativa sociale Onlus fondata nel 2005 che svolge attività sul territorio di Milano e hinterland. Scopo della cooperativa è quello di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio – sanitari, assistenziali ed educativi. xmarchio_scelto,P20PiccoloPrincipe_0.png.pagespeed.ic.F05Rkt5lHMLa cooperativa intende promuovere il benessere psicosociale individuale e collettivo in un contesto multietnico, multiculturale valorizzando le potenzialità e risorse della persona e favorendo lo sviluppo di una cultura dell’integrazione tra individui e società. Le aree di intervento riguardano i servizi per la famiglia e i servizi per lo sviluppo personale e interessano giovani, adulti e anziani. Piccolo Principe Onlus fa parte del Consorzio SIR, Solidarietà in Rete. È inoltre accreditata in Regione Lombardia per i servizi alla formazione e al lavoro. Dal 2013 la Cooperativa fa parte della rete Alzheimer del comune di Milano e dal 2015 è accreditata al sistema Domiciliarità del Comune di Milano. Piccolo Principe Onlus fa parte del tavolo Sociale del Municipio 5 all’interno del quale coordina il Gruppo di Lavoro Anziani ed è partner del progetto Welfare in azione che prevede la gestione di WeMI San Gottardo. Dal 2018 ha avviato la gestione del Centro Milano Donna del Municipio 8 di Milano, luogo di supporto per le donne e le famiglie del territorio. La campagna di raccolta fondi #NonTiScordarDiMe, della quale questa iniziativa fa parte, mira a raccogliere fondi per sostenere le attività di assistenza agli anziani, così da poter continuare a erogare servizi gratuiti per gli anziani malati di Alzheimer e altre forme di demenza.

Attraverso questo modulo potete iscrivervi alla Salomon Running Milano allo stesso identico costo, ma avremo e avrete la possibilità di donare una parte dell’iscrizione a questa fantastica ONLUS.

Vi chiedo la possibilità di essere il vostro ambasciatore per il piccolo principe durante questo speciale trail cittadino.

Condividete quanto più potete!

Vi ringrazio di cuore