6 cose da fare in aeroporto durante un lungo scalo

La vita del nomade digitale, si sa oramai, è caratterizzata da spostamenti che a volte obbligano a lunghe soste, in attesa di qualche coincidenza aerea. La sfida divertente diventa trasformare queste difficoltà, in opportunità. Quest’oggi è il mio turno, in un viaggio che, a prima vista, potrebbe sembrare infinito, invece si sta trasformando in un piccolo momento di creatività, e, perché no, una scusa per prendersi cura di sé.

Si inizia ieri, con una giornata trascorsa a camminare tutto il giorno a Venezia e alla Biennale d’arte, con una persona a me molto cara, per salutarla prima di cena. Un pasto frugale, e poi via ad attendere un Flixbus ritardatario che mi porta, dopo 3 ore e mezza circa, all aeroporto di Bergamo. Solita attesa del check-in e alle 4 del mattino mi sparo altre 3 ore abbondanti di viaggio, per arrivare a Kiev. Qui mi attendono 11 ore di scalo, prima di salire sul prossimo volo, di altrettante 11 ore circa, che mi porterà in Thailandia. Ora…che fare durante quest’attesa? Questa la mia personale lista.

1 VISITARE LA CITTA’

Solitamente quasi tutte le grosse compagnie aeree, quando l’utente ha un attesa di lunghissima durata, propongono dei pacchetti: una notte in hotel o la visita guidata della città. Nel mio caso la compagnia di linea dell’ Ucraina ahimè, non offriva nulla. Avrei potuto ovviamente visitare la città in totale autonomia, ma devo essere onesto, per empatia non sentivo questa cosa come un esigenza.

2 FARSI UNA GRASSA DORMITA

Se hai trascorso la notte precedente a sonnecchiare mezza nottata su un autobus, non rimane molto altro da fare che ascoltare il proprio corpo e dargli l’opportunità di rigenerarsi con un sonnellino. Di solito i grandi aeroporti non ti fanno problemi fin tanto che rispetti il contesto dove ti trovi.

3 LEGGERE UN LIBRO

In questo periodo sto divorando libri, e capita spesso di venirne rapito, tanto che le ore volano, e nemmeno me ne accorgo. In questo momento sto leggendo “Breve corso di felicità” di Raffaele Morelli, che potete trovare qui, e voi che libro state leggendo?

4 LAVORARE

Ebbene sì, se si vuole essere veramente nomadi digitali, si fa del proprio meglio per sfruttare qualsiasi momento per aprire il portatile, collegarsi al wifi dell’aeroporto e via andare!! L’aeroporto di Kiev, dal quale sto scrivendo proprio in questo momento, ha un wifi di 15 minuti rinnovabile allo scadere, può essere un fastidio?

5 MEDITARE

Bisogna per forza “fare” qualcosa? e perché non mettersi di fronte alle classiche vetrate panoramiche e semplicemente….stare: ascoltare il proprio respiro, lasciar fluire i pensieri in modo naturale, senza aggrapparsi. Quasi per magia, i rumori attorno spariranno.

7 FARE ESERCIZI

Stare seduti molte ore è assolutamente controproducente, soprattutto per un maratoneta/camminatore come me, ma ancor più in generale possono sorgere piccoli problemi fisici (alle gambe in particolare), che possiamo prevenire con un pò di consapevolezza, sicuramente idratandoci e facendo qualche movimento di stretching

6 CREARE

In un esperimento inglese, è stato proposto alle persone di vivere per una settimana, reclusi, e senza internet. Molti non hanno retto, l’unica persona che ce l’ha fatta, semplicemente si è messa a…disegnare! Allora perché non sfruttare queste ore per fare qualcosa che non avevamo mai fatto prima? un qualcosa di nuovo, di diverso, oppure scrivere una lettera ad una persona lontana…altre idee strane?

OPS….la chiamata del volo…è ora di ripartire!!

Caro Kipchoge….

…ti scrivo perché ne sento l’esigenza. Si è già detto di tutto e di più in relazione alla tua presenza a Vienna, quindi non mi dilungherò molto a dire quanto mi sia emozionato nel vederti compiere un impresa che non ha precedenti. O forse…….

Vorrei chiederti: cosa hai “sentito”, dentro, durante quest’impresa?

Perché vedi, avere una squadra di ben 41 lepri che si davano il turno a tagliarti l’aria, la strada perfettamente piana, dritta e nessun ostacolo, avere una macchina che con un laser ti indica quanto “forte” non andare, beh, non nascondere che ti piace vincere facile. Voglio dire: saresti capace di farlo in una competizione ufficiale? Saresti capace di lottare col tuo avversario, dentro e fuori di te? In tal caso veramente ti innalzerei sopra l’olimpo degli Dei.

Vedi oggi ho corso per il secondo giorno di fila un piccolo circuito di 19km con circa 500m di dislivello e per quanto non avessi forze, le gambe debolissime, ho SCELTO di divertirmi a dare il massimo tant’è che mi son migliorato di quasi 10 minuti, senza lepri e senza auto con laser guida. Sono andato oltre ogni mio limite, e, onestamente? non vedo ora di pormene uno nuovo, ostacoli compresi, senza lepri.

Voglio “sentire”!!!

Caro Kipchoge, non voglio dire che tu non abbia sofferto (per carità, in realtà avevi un viso talmente rilassato all’arrivo….), non abbia lottato per un obiettivo altissimo, non abbia incontrato ostacoli, e che non abbia dato il massimo. Tutt’altro!! Mi hai insegnato un sacco di cose, tra cui la più importante è….

NIENTE SCUSE!!! Ora veramente non ho più scuse per andare oltre, per fare quel passo in più verso……! …e di questo ti sarà immensamente . grato, sei stato di grande ispirazione!

…però la curiosità, però, rimane….”cos’hai sentito, dentro, durante la tua impresa?”

In attesa di tuo cortese riscontro, con profonda ammirazione e rispetto, tuo fan Stefano