Challenge ourselves (-20)

IL video qui sopra riprodotto by Matt d’Avella mi ha fatto riflettere e invogliato a scrivere questo post. Quanto è importante avere un obiettivo? Che cosa ci spinge a perseguirlo, con tutto il nostro essere, costi quel che costi? Che cos’è quel fuoco che ci e lo alimenta?


Il 2019 è appena iniziato, che i social network sono già bombardati di “farò questo e quello”, per poi ritrovarsi al prossimo 31 dicembre a non tirare le somme, magari essercene dimenticati, e rifare le stesse promesse che nemmeno l’anno venturo riusciremo a mantenere. Non ho mai amato questo periodo dell’anno….

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

A. Gramsci

E se invece ci ponessimo obiettivi raggiungibili e misurabili, in breve termine? cosa cambierebbe? Ad esempio: sono un accanito lettore e goodreads propone una sfida interessante: semplicemente porre l’obiettivo di quanti libri leggerò quest’anno. Consapevole che potrei leggere 24 libri l’anno?? Ok provo con 30!

Dobbiamo essere consapevoli dei propri limiti, penso quindi dovremmo porre obiettivi raggiungibili, che possano dare gratificazione, obiettivi che stiano di poco sopra sopra la nostra asticella del limite massimo, e con consapevolezza non provare attaccamento per essi. Con il giusto compromesso, non aver paura di andare oltre, di uscire dalla zona di comfort, che magari affrontiamo il pericoloso (sarcasmo mode ON) rischio di trovare noi stessi, o la felicità o qualunque altra cosa che abbiamo sempre desiderato raggiungere.

“OK mi impegno, VOGLIO dare il massimo per raggiungerlo, ma se non ci arriverò, perchè lungo il percorso accadono cose, ok, non succede nulla, sarò comunque contento e soddisfatto perchè sarò consapevole di aver dato il massimo”

Quindi la sfida che mi sono imposto, la mia confort zone dalla quale uscire, a partire da oggi….beh onestamente l’avevo in testa già da un pò, ma oggi è accaduto qualcosa dentro di me che mi spinge ad ufficializzarla, a renderla “pubblica” in modo da creare in me un ulteriore impegno e responsabilità… è semplicemente questa

challenge.png

1100 metri di dislivello in 15 km… che è “tanta roba” diciamolo….Ma è un tarlo in testa che non riesco più a togliere: non importa i tempi, ma DEVO salire lassù, di corsa! prima di tornare a casa.

E la vostra sfida SMART qual’è?

PS cos’è accaduto oggi che mi ha spinto a fare questa scelta? due cose in particolare: una è che ho ascoltato il mio mentore e maestro quando mi ha proposto le ripetute a piramide (nella fase di ritorno ho letteralmente preso il volo con tempi impressionanti), e la seconda è il video riassuntivo dell’anno appena trascorso, proposto da Strava (famoso social network degli amanti dello sport), che mi ha realmente impressionato. Davvero ho fatto così tanto?

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