Only a bit of bike – day#9 to day#12

Sono onesto in questi giorni, non è successo nulla di speciale, e già forse questo ha reso tutto più speciale, nel senso che sto avendo modo di apprezzare la semplicità di questo paese (sono ancora a Sukhothai), i ritmi lenti, gli stessi visi, gli stessi angoli di quotidianità: alcune abitazioni al piano terra hanno una sorta di saracinesca, così quando passeggi, durante il giorno, hai la fortuna e la preziosa opportunità di contemplare un quadro di vita privata che lascia basito. Visi semplici che con dignità vivono la loro vita, priva di tutte le comodità alle quali siamo abituati noi occidentali. Il caldo è davvero pesante, e si resiste tranquillamente sino alle 11, poi tutto rallenta e quasi si ferma, a parte qualche turista di passaggio che spende la sua unica giornata girovagando sotto un sole comunque meraviglioso. In questi giorni, i pomeriggi li trascorro pigramente nella struttura nella quale alloggio. Si esce solo al tramonto, quando la tenaglia di calore si allenta, o per un pranzo veloce a base di frutta e liquidi. 

Al mattino, ho preso la sana abitudine di alzarmi all’alba, sia per godere delle mie sessioni di corsa, senza soffrire troppo il caldo, sia per godere di quel piccolo rituale che è l’ offerta ai monaci, sia per fare un giro in bici attraverso il più importante parco storico di Wat Mahathat (un paio d’ore che scorrono lentamente, lungo lunghissimi viali alberati e meravigliose rovine storiche). Inoltre, mi son ritrovato ad amare moltissimo il piccolo parco Wat Sri Chum, dove si ha l’opportunità di contemplare una delle statue del Buddha che più apprezzo, e, che mi lascia senza fiato ogni volta che mi trovo ai suoi piedi (12 metri di altezza). 

In termini di empatia, sento che questo luogo non ho più niente da darmi, ed è ora di rimettersi in marcia verso Chiang Mai, città che amai particolarmente l’anno scorso, patria dei Nomadi Digitali. Lì ci sarà molto da fare, da vedere e da ri-vivere. Conto serenamente le ore che mi separano da questa nuova partenza.

37 gradi – day#8

La giornata di oggi inizia poco dopo l’alba: prima della mia abituale sessione di corsa volevo assistere alle quotidiane offerte fatte ai monaci, dalla gente del paese, in un bellissimo contesto come un pontile in legno che porta giusto al monastero al centro del laghetto, ma arrivo in ritardo, così assisto solo ai momenti finali. Poco importa, è un rituale quotidiano, e tempo, a volte, ne abbiamo troppo.

La sessione di corsa odierna da un lato è davvero spettacolare in primis per il paesaggio che mi circonda (laghetti, viali alberati e bambini che gioiosamente salutano), dall’altro, però, è veramente impegnativa, non solo per il caldo impressionante che già alle 7 si fa sentire, ma per il lavoro interiore di ricerca di motivazioni. Una voce ha rimbombato dentro di me per tutta la sessione… “datti tempo!”  così, non mi rimane altro che ascoltarla, e prendermela con calma. Certo è che…diciamolo…correre qui ha tutto un fascino indescrivibile.

Kao Soi

Fa un caldo particolarmente intenso oggi, tanto che decido di non prendere la bici per il classico giro del parco e mi rifugio, mogio mogio, nell’ostello a studiacchiare un pochino e seguire qualche lezione di coach. Esco solo per pranzo: sempre solito posto, visti i sorrisi meravigliosi che trovo, e oggi mi regalo una bella birra gelata, ed un piatto caldo piccante… Già, solo così posso attenuare la morsa del caldo (classico metodo della nonna).

Riflettevo su quali sono le 10 cose grazie le quali mi piace un sacco ‘sto paese…

  1. La gente sorride, appena possibile
  2. La gente quando ringrazia unisce le mani in segno di rispetto
  3. La gente maneggia i soldi con rispetto, quasi fossero fragili (o forse perché è impressa l’immagine del loro imperatore…..)
  4. Alle 8 tutti, ma proprio tutti (traffico compreso, in particolare nelle piccole cittadine, non certo in centro a Bangkok) si fermano per ascoltare l’inno nazionale
  5. La terza classe, della rete ferroviaria, con il suo incredibile fascino, e la gente che la frequenta
  6. Come tentano di spillarti qualche decimo di euro solo perché sei un occidentale, ma lo fanno senza cattiveria, diventa quindi un gioco il classico contrattare
  7. Il cibo, se da una parte diventa una sfida mangiare sano (le banane fritte sono una leccornia e una droga) dall’altra la frutta è pazzesca!! Mi ingozzerei di sola frutta!
  8. Il mare (…e non so nuotare!)…Sono consapevole che ci sono spiagge incredibili che devono ancora essere visitate (da Bali, al Vietnam, etc), ma queste sono le prime che ho visto, e si sa, la prima volta non si scorda mai
  9. Come viaggiano in scooter (un’ amica diceva che se guidi lo scooter da solo, non sei nessuno – una volta ho visto 4 persone su un classico 50cc)
  10. Last but not least, perché è un paese Buddhista… questo ha molte implicazioni su molti aspetti della vita sociale (spiegarlo in sintesi è davvero complicato)

Self love day#6 – in movimento day#7

Anche ieri giornata al pc per tentare di creare qualche output, e, come al solito, quando mi appassiono a qualcosa, il tempo mi sfugge di mano, così arriva sera che nemmeno me ne accorgo. Del resto, faceva particolarmente caldo, ed uscire diventava una mezza follia. A sera mi son ritrovato a lezione di Coaching con questa bellissima biondissima anima dal sorriso “che schiocca” (come si dice dalle mie parti, ossia quando una persona sorride in modo molto genuino e tremendamente rumoroso), per condividere la sua esperienza sul tema “self-love”. Impossibile non innamorarsene….! …ma non ho modo di immergermi completamente nel suo racconto che la mia testa è già a domani: sveglia presto che si parte, finalmente!

Dalla capitale mi sposto a Phitsanulok dopo 4 ore di un treno tanto fatiscente quanto affascinante, con una seconda classe che sembra una camera frigo, ma con un servizio ineccepibile che in proporzione nemmeno sugli aerei propongono! Da qui, mi sposto con un bus d’altri tempi, sino alla meta: Sukhothai, antica capitale della Thailandia, ora semplice paesotto di campagna, ma con una ricchezza culturale storica incredibile: il parco principale è costellato di alberi e laghetti di una tranquillità e bellezza disarmante. Qui una delle statue del Buddha che più mi ha conquistato l’anno precedente e che non vedo ora di visitare nei prossimi giorni. Qui spenderò infatti poco meno di una settimana vista la pace e la tranquillità, tra pc, corsa, coaching e meditazione.