Chiang Mai – day#15

Oggi ci si prende la bici e si prova a fare qualcosa di serio, saltando da una parte all altra della città.

Si inizia con una lezione di yoga: mai praticato in vita mia, e sempre mi ha incuriosito, soprattutto guidato dall’esigenza di avere un’attività complementare alle mie sessioni di corsa.  Vado qui e, senza esitazione, pianifico 10 sessioni in tre settimane. La sfida più bella, consapevole di essere in un ambiente non giudicante e riconoscendo la capacità dell insegnante di gestire diversi livelli, è stata quella di ascoltarmi, di non strafare e soprattutto di divertirmi in movimenti nuovi.

Passo successivo: visitare la scuola dove lavorerò alacremente con me stesso per tre giorni, al fine di ottenere un certificato di 1^o livello in “Rue Sit Datton”, ossia una pratica di self stretching thailandese (circa un centinaio di posizioni), che già praticavo dall’anno scorso. L’obiettivo è quello di portare questa pratica, sia nella mia vita privata e poi,  riuscire ad introdurla nel workshop al quale sto lavorando.

Next stop Blue Diamond: un piccolo angolo di paradiso per vegani e vegetariani, nel quale si può mangiare  -finalmente- sano, in un contesto a dir poco gradevole. Non si può descrivere l’emozione di gustare una fresca insalata con Avocado con tea speziato.

Ma le ore scappano di mano, e nel piano della giornata mancano ancora un paio di cose da fare. La prima è visitare Camp, un coworking space, che in realtà risulta essere una sorta di mega sala studio per studenti, e qualche sparuto nomade digitale che smanetta su righe di codice. La peculiarità di questo posto è che si trova al 5 piano del famoso Maya mall di Chiang Mai, con vista diretta al Doi Sutep (altro famoso tempio, sul cucuzzolo della montagna), che in qualche modo (correndo o camminando), VOGLIO conquistare!

Infine, per sigillare le energie positive sviluppate oggi, cosa ci può essere se non assistere alle preghiere della sera con i monaci del tempio? Credo sia fondamentale, indipendentemente dalla religione, ognuno a proprio modo, quando si termina un qualcosa fatto con impegno, con passione, qualcosa che ci ha fatto stare bene…”sigillarlo” affinché le energie non vengano sprecate. Voi, come fate?

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