Cantabria e Santander

Mi trovo nel capoluogo di questa meravigliosa regione, situata tra i Paesi Baschi e le Asturie, da oramai un mese, per poter tentare di migliorare le mie competenze nella lingua iberica, presso una tra le più famose università per stranieri di tutta la nazione (Universidad Internacional Menèndez Pelayo).
Un’avventura piacevolmente impegnativa che, oltre alle sessioni di coach e gli allenamenti per la maratona, mi porta via tutto il giorno, e, a malincuore, non ho ancora avuto la fortuna di uscire dalla città. Ho, invece, la fortuna di essere seguito da un insegnante di cultura davvero appassionato, che mi aiuta a vedere con occhi nuovi questa nazione, ed in particolare la Cantabria che si rivela essere così una grande sorpresa. Coste che non hanno da invidiare alle coste della Galizia, cascate mozza fiato, montagne che fanno il verso alle mie Alpi (picos d’Europa). Per non parlare della tradizione enogastronomica (dal bacalao al pil pil -baccalà con salsa all’aglio- alle preziosissime acciughe di Santoña – vendute a peso d’oro – al sobao – dolce ultra energetico -) e storico culturale (las amas de cria – la balia – viene riservato addirittura un museo in un contesto naturalistico pazzesco).
Santander, la capitale della Cantabria, è invece una cittadina portuale molto piacevole e tranquilla, con un passato storico interessante, e meta preferita di vacanzieri madrileni. Tra i miei percorsi preferiti il più affascinante mi porta al faro Cabo Mayor, uno dei primi fari moderni di tutta la costa cantabrica, per poi proseguire, per 5 km circa, lungo una costa, a picco sul mare, di inestimabile bellezza.
Dopo aver visto questo video in classe sono certo che ho bisogno di tornare qui per capire e conoscere in modo davvero approfondito questa meravigliosa terra.

Qualche giorno fa esce un articolo, sul giornale locale, che suscita qualche aspra critica e perplessità in classe, da parte dell’ insegnante e da me totalmente condivisa. L’articolo racconta che la famosa guida di viaggio Lonely Planet, bibbia di molti viaggiatori, ha inserito la cantabria al secondo posto tra le mete più ambite del 2018 (il primo posto, con mia grande perplessità, è l’Emilia Romagna). la conseguenza di ciò, che spesso non traspare subito, è l’invasione di un turismo, non consapevole, incontrollato, con conseguente problema di innalzamento generico dei prezzi su alcuni prodotti (immobili compresi – ricordiamo che in alcune zone della Spagna il turismo massivo è diventato un problema a volte ingestibile). Le conseguenze si riflettono anche sul fattore culturale-umano: basti pensare, ad esempio, che la panchina considerata la più bella al mondo, qui sulle coste del Mar Cantabrico, è diventata meta di troppi turisti…e immaginare, magari, prima di questa invasione, la coppietta di anziani del paese, che andava lì, per godere del silenzio e della tranquillità, ora è costretta ad altro.

 

Sono consapevole che non si può negare tutta questa bellezza al mondo, sono il primo a dire (e lo ripeto) che voglio tornare per visitare meglio questa regione ed immergermi in tutte le sue meraviglie, ma è vero anche che si potrebbe lavorare con più consapevolezza per un turismo molto più responsabile, rispettoso. Cosa fare di concreto? Inventare, creare, specializzarmi per divenire una guida responsabile in modo nuovo ed originale, per far conoscere ed insegnare a rispettare le meraviglie enograstronomiche e culturali della Cantabria.

Voi cosa ne pensate? Cosa fareste di concreto?

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