Autumn in Ljubljana – day 3

(ITA) Iniziare la giornata facendo colazione in una prigione: si può chiedere di meglio? Assolutamente no!

E’ così che è andata stamane: Celica Hostel è un ex carcere militare abbandonato, e convertito in uno dei più interessanti ostelli della Slovenia. Ogni celica (cella appunto) ha un design ed un arredamento unico, mentre nella sala adiacente al bar si tengono serate musicali, un posto davvero affascinante. Ma ancor più affascinante è il contesto a cui appartiene: a pochi passi si trova Metelkova famoso centro culturale urbano, quartiere a sé stante e sede di eventi artistici di vario genere, in puro stile underground.

Dopo colazione mi avventuro con soggezione e rispetto: il quartiere, che vive solo di notte, risulta essere ovviamente deserto, sembra quasi abbandonato, e non nascondo che quelle poche persone che si spostavano (cappucci abbassati) mettevano una certa soggezione. Sicuramente luoghi come questo e Rog, visto ieri, nella mia piccola e limitata esperienza sono la più totale e, per me, curiosa rappresentazione della realtà underground della cultura dell’est. Mi ritrovo così a fantasticare come dietro qualche portone arricchito solo di un particolare graffito, che pochi possono riconoscere,  si possano nascondere altre realtà come queste.

Tra il “must to do” in Ljubljana mi rimane da visitare il castello, così decido di pranzare in prossimità del centro storico. Se da una parte, la cucina della capitale Slovena fatica ad avvicinarsi al mondo vegetariano (prevalgono piatti a base di carne e un tipo di gulasch che mi dicono fare concorrenza a quello originale ungherese), la città offre comunque un’interessante ed ampia scelta di cucina etnica. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Decido di salire a piedi, per poi scendere con la famosa funicolare, ma come già detto, non è nelle mie corde perdermi in monumenti e panorami cittadini.

Il centro cittadino oggi mi ha riservato una piccola sorpresa: una zona rimane chiusa al traffico di qualsivoglia tipo, in quanto è tutto trasformato in set cinematografico! Ma a parte questo, riflettevo su come questa città mi abbia oramai detto tutto quello che voleva dirmi, almeno in relazione a questa stagione, e come non ci sia altro, per ora, da condividere. Quindi domani programmo di visitare l’ultima cosa rimasta: il maestoso parco Tivoli in attesa del piccolo evento serale con tema Cammino di Santiago, uno dei principali motivi della mia visita slovena.

Così la giornata termina in ostello, e mentre scrivo mi fa compagnia la scena di 6 ragazzi che giocano a carte, condividendo una bottiglia di vino e parole, si può chiedere di meglio?

(ENG) Start the day by having breakfast in a jail: can you ask for better? Absolutely not!
That’s how it went today: Celica Hostel is an abandoned military prison, and converted into one of the most interesting hostels in Slovenia. Every celica (cell) is uniquely designed and decorated, and in the hall adjacent to the bar there are some nice musicals event on the evening, and so a truly fascinating place. But even more fascinating is the context to which it belongs: a few distance there is Metelkova. It’s a famous urban cultural center, a seaside quarter and home to artistic events of various kinds in pure underground style.
After breakfast I go to visited with admiration and almost respect: the district, which lives only at night, is obviously deserted, seems almost abandoned, and I can’t hidden that the few people who moved (lowered hoods) put a certain subjection. Certainly places like this and Rog, seen yesterday, in my small and limited experience are the most complete and, for me, curious representation of the underground reality of Eastern culture. My mind fantastic as behind some doors enriched only with a particular graffiti, which only few person can recognize, can hide other realities like these.

About the “must-do” in Ljubljana I have to visit the castle, so I decide first of all to have lunch near the old town. In one side, the kitchen of the Slovenian capital struggles to get closer to the vegetarian world (they prevail strongly on meat dishes and a type of gulasch that someone tell me to compete with the original Hungarian), to the other side the city still offers an interesting and wide choice of ethnic cuisine. There is only the embarrassment of choice.
I decide to go to the castle by foot, then go down to the famous funicular, but as I said, it is not in my veins to be lost in monuments and city views.

The city center today has given me a little surprise: a downtown area is closed to any type of traffic, because it’s turned into a movie set! But apart from this, I reflected how this city has told me all that it wanted to tell me, at least in relation to this season, and there is not nothing else to share. So tomorrow I would like to visit the last thing that remains to be seen: the majestic Tivoli park, waiting for the small evening event about The Way of Santiago, one of the main motives of my Slovenian visit.

So the day ends in a hostel, and while I’m writing see the scene of 6 kids playing cards, sharing a bottle of wine and words, can you ask for better?

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