Autumn in Ljubljana – day 2

(ITA) Il secondo giorno non inizia sotto i migliori auspici: grigio freddo e pioggia accompagnano i miei primi passi per il centro storico.
Il mercato (che profuma di cavolo e crauti) ovviamente risulta deserto, e quei pochi ritratti che provo a rubare vanno a finire nel cestino non appena un signore, vestito di una uniforme che non identifico, mi ammonisce in modo duro, per il semplice motivo che non posso fare foto alle persone senza chiedere. Complice anche la mia inesperienza che mi fa muovere tra la gente con poca accuratezza.
Così, un poco demoralizzato mi sposto al mercato del pesce sotterraneo, ma anche questo mi dà poca soddisfazione. Non c’è niente da fare, la giornata non ingrana, cosi vago senza meta (trovo Butcher’s bridge, Ponte Milvio è nulla a confronto) in attesa del mio freewalk tour nella speranza di avere un approccio migliore e di trovare qualcosa di più, cosa che accade, grazie ad un gruppo nutrito ed una simpatica guida (freewalktour si rivela una garanzia!! per me due centri su due!)

Cosi due ore volano in allegria e serenità, ascoltando storie sulla città e aneddoti poco conosciuti. Rimango molto colpito dalla sua identità green: non sono abituato a vedere parcheggi verdi per poter ricaricare le auto, e ancor più strano vedere così facilitato il noleggio delle bici per muoversi nella città. Ci sono addirittura taxi elettrici gratis nella zona pedonale!

Dopo un pranzo frugale decido di finire la giornata, seguendo il suggerimento delle persone che conosco qui, di andare a cercare Rog. Il mio inglese lascia molto a desiderare e non avevo capito di preciso cosa si trattasse, così, non avendo aspettative, mi ritrovo proiettato in un set di un film in puro stile Kusturica. Rimango a bocca spalancata di fronte a questa struttura di 7000 mq. (ex fabbrica di biciclette) abbandonata, divenuta centro culturale politico autonomo, sede di importanti eventi alternativi (musica su tutti), mi rapisce e mi affascina, in particolare per un mega graffito (nella mia più totale ingenuità mi chiedo come lo abbiano realizzato), e per le “opere” a cielo aperto, disseminate in un’ area all’aperto poco curata.

Cosi mi ritrovo ansioso per domani: mi aspetta Metelkova.

(ENG) The second day does not start under the best auspices: gray, cold, and rain accompany my first steps to the historic center.
The market (which smells of cabbage and sauerkraut) obviously is deserted, and few portraits I try to steal will end up in the trash as soon as a gentleman dressed in a uniform that does not identify me warns me hard, for the simple reason that I can not make photos to people without to ask. My inexperience is also complicated that makes me move among people with no accuracy.
So, a bit demoralized I move to the underground fish market, but this also don’t gives me little satisfaction. Simple, the day is not ingrained, so vague with no goal (I find a bridge  full of padlocks that Ponte Milvio is nothing to compare) waiting for my freewalk tour in the hope of having a better approach and finding something more, something that happens thanks to a big group and a nice guide (freewalktour reveals a guarantee)
So two hours fly in joy and serenity, listening to stories about the city and little-known anecdotes. in particular I’m still very impressed about its green identity: I’m not used to seeing green car parks to reload car and also so much easier to rent bikes to move around the city. There are even free electric taxis in the pedestrian zone!

After a frugal lunch I decide to end the day, following the suggestion of the people I know here, to go find Rog. My English in funny full of mistakes, I did not understand exactly what it was, so, having no expectations, I find myself projected into a set of a pure Kusturica style movie. I am lying opened wide in front of this 7,000 square meter structure. (formerly a bicycle factory) abandoned, become an autonomous political center of culture, home to important alternative events (music on everyone), captures me and fascinates me, especially for a mega graffiti (in my most ingenious I wonder how they did it) , and for “open-air” works, spread in an unattended outdoor area.
So I find myself anxious for tomorrow: Metelkova is waiting for me.

2 thoughts on “Autumn in Ljubljana – day 2

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